Anthony Will

Non posso NON conoscerlo

14 Novembre 2009 · Lascia un Commento

2572570179_73e741c668Ieri sono stato a ballare con Dado in una discoteca gay. La location è (ancora) cambiata e fa schifo. C’è una sala sola per ballare. Ma potrebbero organizzare anche tutto in uno sgabuzzino che noi saremmo sempre lì.

Comunque.

Ballo. Ballo. Butto l’occhio un po’ qui e un po’ là. Vedo uno che avevo rimbalzato in un’altra discoteca. Si avvicinano le 02.00 e gli ballo dietro. Non si sa mai.

Ma improvvisamente vedo lui. Uno che lavora nella ditta di fianco alla mia e che avevo adocchiato col vassoio in mensa (mensa comune alle due ditte). Quasi Carino. Insomma. Passabile. Non un cesso ma neanche bello. Ma non posso non farmelo un mio quasi collega. E poi pensa a quando lo racconterò ai miei di colleghi.

Gli sorrido. Ricambia. Mi avvicino. E gli dico

Ciao tu lavori in ###?

Sì! Come fai a saperlooo???

Io lavoro in F####

Ma dàì! Non ti ho mai visto!

Io un paio di volte in mensa!

Lingua in bocca. Mah, forse è stata la parola “mensa” ma si è abbastanza fiondato. Oscar. 28 anni. Gliene avrei dati tra i 35 e i 40. Paese vicino al mio. Originario di Brescia. Chiacchieriamo del più e del meno. Torniamo a ballare anche con Dado. Mi avvicino a Dado

Come faccio ora per smollarmelo? Mi ha già asciugato.

Ridiamo. Oscar ovviamente non capisce.

Poi vedo LUI. Vedo uno. Ci guardiamo un attimo. E mi stende per terra. Non in senso fisico. Ma appena lo vedo dico Non posso non conoscerlo, io con uno così ci voglio uscire.

La situazione era fin troppo chiara: non fargli capire che due minuti prima ravanavo con la lingua nell’esofago del quasi collega, e conoscerlo senza farmi troppo vedere dal quasi collega (in un locale con una sala sola). Semplice, no?

Ciao Oscar noi andiamo a casa

Ti lascio il mio numero così ci sentiamo e magari beviamo un caffè in pausa al lavoro.

E lasciami sto numero basta che ti muovi.

Ok ciao.

Vado per uscire. Non vedo più occhi-di-fuoco. Lo ribecco da lontano. No Dado aspetta voglio conoscerlo. Rivedo occhi-di-fuoco che balla. A 5 metri c’è il quasi collega. Uff che palle. Abbandonando l’idea di gattonare fino all’obiettivo senza farmi beccare, opto per aspettare che il destino mi dia una mano. Me la dà.

Occhi-di-fuoco si dirige verso il bagno. Dado torno subito. Lo seguo. Lo aspetto fuori dal bagno. Esce.

Ciao sto per andare a casa ma non posso andarmene senza sapere il tuo nome (lo ammetto: non bevo quasi mai, la vodka-lemon mi ha aiutato)

Sorride.E’ già qualcosa, almeno non mi scoppia a ridere in faccia.

Piacere, Alessandro. Tu sei?

A#####o. Quanti anni hai?

36. Tu?

24.

Usciamo dal bagno. Mentre scambiamo due parole mi rendo conto che è veramente figo. Solite cose. Che fai nella vita, che locali frequenti.

Ma se ti chiedessi il numero? chiedo io. Mi si avvicina all’orecchio

Molto molto volentieri. Sappi che esco da una storia di 5 anni. Finita ad agosto.

Me lo lascia. Ci salutiamo. Un bacio in bocca a stampo. Sto per uscire, Alessandro-occhi-di-fuoco si volta a salutarmi con la mano. Gli ho scritto un SMS.

Risponderà?

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Confuso e Tentato

4 Novembre 2009 · 5 Commenti

435514801_a77605b02dIeri sera speravo in una serata diversa. E’ andata bene con Andrea-l’ingegnere-edile. Ma non il bene che speravo. Gli piaccio. Mi piace. Ci troviamo fuori dal pub gay alle 21.45. Io arrivo qualche minuto dopo perchè parcheggiare a Milano è un’impresa. Lui mi stava aspettando all’ingresso.

Ciao.

Ciao.

Entriamo. Mi piace come cammina, mi piace come parla, mi piace il suo sguardo. Quando prende in mano il bicchiere del suo mojito penso alle sue mani sul mio corpo. Cazzo e Cuore mi si fondono dentro. Io non so chi dei due ascoltare.

Chiacchieriamo un paio d’ore. Dentro di me dico

sta andando bene, è proprio vero che è meglio conoscere i ragazzi nei locali che su internet, hai la certezza di averci scambiato due parole prima dell’appuntamento.

Fino a quando.

Fino a quando si fa tardi, usciamo, vieni in macchina da me ti faccio vedere il libro che ho appena comprato. Si intola L’insegnante di astinenza sessuale.

Apro la portiera, entro. Mi mostra il libro. Leggo la trama. Ridiamo e scherziamo. Ci baciamo. Tanto. Non bacia bene ma a me come bacio va bene lo stesso. La serata però non finisce così. Sarebbe stato bello come primo incontro. Anche se il bacio non era da manuale.

Inizia a parlare con un giro strano di parole. Sono abbastanza intelligente per capirne il succo. Mi-piaci-sei-simpatico-vorrei-scoparti-senza-impegno-ci-vediamo-questo-fine-settimana-da-me-te-lo-sbatto-nel-culo-senza-impegno-sia-chiaro-ci-divertiamo-e-con-molta-probabilità-tanti-saluti.

Non me lo aspettavo. Mi infila una mano nei pantaloni, vuole accarezzarmi. Lo lascio fare, davanti e dietro. Finchè vuole solo accarezzare. Scendo dalla macchina, ti chiamo questo fine settimana per decidere quando vieni da me, o venerdì sera o sabato mattina.

Io credo di non riuscire a fare sesso completo con chi non amo. Riesco a fare pompini, riesco a farmeli fare. Ma voglio che resti almeno una cosa da donare unicamente a chi amo. Lo so, è un discorso da ragazzina-verginella. Forse sono io a crearmi dei limiti che devo superare, forse uso questa scusa come scudo per sentirmi meno in colpa verso non so chi. Alla fine ho 24 anni, sono single. Dovrei scopare di più, senza impegno. Mi piace. Gli piaccio. Ho solo paura del dopo.

L’insegnante di astinenza sessuale.

 

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Three: is meglio che One

2 Novembre 2009 · 2 Commenti

361629492_2ae80de18cIeri sono stato con Dado a ballare in una discoteca gay. Anzi, LA discoteca gay la domenica sera a Milano. Mi devo ancora abituare alla nuova apertura invernale, hanno cambiato sale, hanno cambiato ingresso. L’unica cosa che (per fortuna) non si cambia è il target di clientela. SERATA GAY.

Comunque.

Ballo. Vedo Stefano col ragazzo nuovo. Il desiderio di morire non è mai stato tanto forte, il desiderio di prendere a pugni la sua nuova fiamma idem.

La sua nuova fiamma: ok alto, ma o-r-r-e-n-d-o. Va bene, orrendo-inguardabile no. Ma tra me e lui vinco io senza storia. Non c’è partita. Non so se la cosa debba farmi stare meglio o peggio. Forse meglio. Ma la mia domanda è: cosa cazzo ci trova in lui? (Domanda che si fanno tutti gli EX di fronte alla nuova fiamma del proprio EX). Non so se mi sono spiegato.

Comunque.

Ballo e vedo uno da lontano. Carino. Molto carino. Anche Dado approva. Almeno 30enne. Rasato. Maschile. Bel viso. Sei mio.

Mi avvicino, lo conosco. Andrea. 35 anni.

XXX

Ridiamo e scherziamo. Mi chiede i miei hobby. Non gli dico del libro (non è una cosa da dire a sconosciuti), gli dico di pa######o. Gli dico che ho giocato in serie #. E qui esce la risposta che mi dicono TUTTI (pensando di fare una battuta grandiosa).

Ma davvero? Ma è impossibile. Sei basso.

Ma Porca Troia. Puntualizzo velocemente la questione:

1- Ti ho detto che ho giocato in serie #. Non che ho vinto il bronzo alle Olimpiadi di Atene 2004. Dopo 1# anni di p#######o se non arrivi a giocare in serie # sei una capra.

2- Esistono diversi ruoli in tutti gli sport. Non per tutti devi aver vinto la lotteria gentica ed essere un omone gigante alto 8 metri che zampilla testosterone.

Comunque. Balliamo quasi tutta sera. Ci strusciamo. Gli faccio i complimenti per il fisico di marmo. Gli tocco il cazzo da sopra i jeans. Mi infila una mano nei pantaloni. Mi palpa il culo. Gli accarezzo il pene. Dice che la mia pancetta me la fa sparire lui in queste settimane scopandomi all’inverosimile.

Mi chiede il numero. Glielo lascio. Fa un po’ il cretino con un altro. La cosa non mi piace. Andrea-l’ingegnere-edile se ne va. Torna a casa. Che abbia conosciuto anche un altro proprio non mi va.

Dado conosce un veterinario. Io ballo da solo. Una coppia di amici mezzi pazzi (ed entrambi senza maglietta) mi intrappolano uno davanti e uno dietro. Io fingo di opporre resistenza più per una buona condotta morale (che ho perso con l’arrivo della maggiore età) che per altro. Li conosco.

XXX

Uno mi piace. Non è per niente bello. Ma ha una faccia che mi ispira sesso. Mi ricorda un mio ex compagno di squadra con un cazzo enorme. Forse per questo mi piace. Ballo con tutti e due.

Amico-brutto mi ronza troppo intorno. Io voglio solo amico-faccia-da-sesso. Mi chiedono il numero. Glielo lascio a entrambi. Ci sentiamo per SMS. Io rispondo solo ad amico-faccia-da-sesso.

Domani sera ci esco.

Con Andrea-l’ingegnere-edile.

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Io La Devo Smettere

28 Ottobre 2009 · 6 Commenti

1080580064_8a5775d3d3Io la devo smettere di uscire con gente che conosco in chat. Seconda volta e seconda rottura di palle.

Sono uscito col poliziotto. Se restavo a casa era meglio. Arriva. Da lontano vedo uno che cammina storto, mezzo gobbo, con un maglione che non si mette manco mio padre che è vicino agli 80 anni

Lo guardavo e ripetevo Cazzo non può essere Lui. In web-cam non era così. Giusto. Peccato che in web-cam si veda solo il viso (carino). Non la camminata storta, non il maglione da nonno, non la gobba da strega-di-biancaneve-quando-porta-la-mela-avvelenata.

Merda.

Si presenta. Tentenna all’ingresso. E’ impacciato. Dai entra tu e io ti seguo. Mi dice titubante. Entriamo. Siediti dove vuoi che io ti seguo, dice con le orecchie basse. Ma porca troia. Io ho bisogno di un uomo che mi prenda la mano di forza e che mi dica Adesso mi segui. Non di uno che tentenna all’ingresso di un pub. Comunque. Ci sediamo a parlare.

Io sono nato a Reggggio Calabbbria…ho iniziato il militare…mi sono scritto all’università Scienze Politiche…sono stato trasferito a Firenze…ho lasciato l’università…mi hanno trasferito a Bologna per due anni…mi sono iscritto a Economia…io la laurea la volevo, ce l’hanno tutti..cazzo mica sono stupido sono intelliggggente anzi molto intelliggggente, quindi perchè alla fine non mi sono laureato? ecco per me era un segno del destino….mi hanno trasferito a Catania…mi sono iscritto a Marketing…ho lasciato l’università…mi hanno trasferito a Milano.

Io mentre parlava mi domandavo L’ho messo lo stand-by nella sequenza? (una cosa di lavoro). Tutto questo discorso e non avevamo ancora preso da bere. Chiamo il cameriere di forza perchè mi ha già asciugato e per evitare la disidratazione totale grido Dammi un qualunque cocktail.

E poi è di estrema destra. Io posso anche capirlo un gay che vota a destra (in realtà non lo capisco molto ma facciamo finta di essere aperti di mente). Ma estrema destra no. Come fai a fare combriccola con quelli di Fo##a Nu##a che se scoprono che fai i pom###i ti massacrano di botte?

Poi mi fa un discorso su Berlu###ni. Mi dice che è l’anti-politica e per questo lo vota convinto e bla bla bla…bla bla bla…io mi sono di nuovo disidratato e alla fine pur di farlo stare zitto avrei fatto richiesta al PDL per avere la tessera del partito.

Se scrivo ancora che esco con uno della chat vi autorizzo a picchiarmi. Fermatemi se scriverò una tale cazzata. Lo so bene che due uscite non sono sufficienti per fare una media accurata con una buona deviazione standard. Ma io con la chat ho chiuso.

Piuttosto torno etero.

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Week-End di Arrivederci

25 Ottobre 2009 · 2 Commenti

455405809_0f1acea41fAndiamo con ordine. Venerdì sera sono andato a ballare. Ho conosciuto uno che mi sembrava di essermi già fatto qualche anno fa (dopo un po’ che compri pacchetti di figurine può capitare di incontrare i doppioni).

Comunque. Ci guardiamo. Balliamo uno di fronte all’altro. Mi avvicino. Lingua in bocca. Baciava benissimo. Ha vinto il titolo “miglior bacio da sconosciuto 2009″. Mi stacco dal bacio. Ma tu sei Alessandro gli dico. L’ho riconosciuto dal bacio.

Alessandro. 25 anni. Conosciuto del 2007. Capelli neri. Viso ingenuo. Si ricordava di me ancora prima di slinguare. Nella vita balla canta e recita. Io ammiro questa gente, ma se sulla carta di identità non fai Roberlo Bolle come cazzo fai a campare con un paio di spettacolini all’anno? Anche io avrei voluto vincere le olimpiadi di pal#####o ma dopo che in Serie # ho visto un massimo di 150 euro al mese ho pensato di laurearmi in fretta.

Comunque. Finiamo su un divanetto. Lo stesso di settimana scorsa quando ero a fare acrobazie col ragazzino. Ancora acrobazie ma stavolta cambia l’uomo. Uomo. Oddio. Ragazzino.

E’ destino esserci rivisti. Stavolta non voglio che mi scappi ancora. Fatti sentire mi dice lui.

Fatti sentire mi dico. Non lo faccio. Zero messaggi. Per ora zero voglia di uscirci.

Questo fine settimana è stato anche il compleanno di Stefano. L’ho chiamato. 58 minuti di telefonata. Abbiamo parlato un sacco di tutto. Lui sta meglio. Frequenta un ragazzo. Quando me l’ha detto volevo dirgli scusa ti richiamo tra 15 minuti che devo incassare il colpo. Ma non fa nulla. E’ andata così. Terminata la chiamata mi sentivo col cuore strappato dal petto. Forse perchè è giusto un anno fa che mi sentivo immortale. Con lui al mio fianco. E in questo periodo affogo nella solitudine. Abbracciando, scopando e amando solo me stesso. Col cuore e con l’anima. Prima di terminare la chiamata mi ha chiesto se vado con lui a vedere Renato Zero a Milano. L’11 dicembre. A me Renato Zero non piace ma ho gridato sì. Forse perchè con Stefano andrei a vedere anche un concerto dei Jalisse.

Ieri sono stato a cena a casa di amici di Vincenzo. Il mio primo fidanzato. Il primo (dei due) che me l’ha messo fisicamente nel culo per essere chiari. Lui è l’EX che non mi fa male. Non è una cosa fresca come Stefano. Vincenzo è l’ex con cui puoi restare amico. Per Vincenzo provo un affetto mostruoso. Una tenerezza sconfinata. Ma fa parte del passato.

I suoi amici gli hanno fatto una festa a sorpresa visto che venerdì prossimo Vincenzo-Isola-Felice si trasferisce in Sicilia. Sono stati molto carini a invitarmi. Tra tutti i suoi amici non si aspettava di trovare anche me. Mi ha fatto un piacere immenso vederlo. Mi mancherà. Già lo so. Ma ha un posto riservato tra i miei ricordi più belli.

Alla cena di ieri sera ho parlato anche con un suo amico. Massimiliano. 37 anni. Ci siamo scambiati i numeri. Ci siamo scritti qualche sms. Forse una delle prossime sere andiamo a bere qualcosa insieme.

Lo so avevo smesso con la chat. Ma lunedì o martedì sera esco con uno che ho conosciuto su Gayromeo. E’ un poliziotto. Calabrese. Due cose che vanno già a suo favore. Un poliziotto.

Col cuore e con l’anima.

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Serata Palloncini…

18 Ottobre 2009 · 5 Commenti

224871247_5e101f34c6Venerdì sera sono stato a ballare con Dado in una discoteca gay. Una nuova apertura. Posto molto carino, vicino casa. Arriviamo presto e restiamo a chiacchierare sulla sua Matiz, faceva troppo freddo fuori.

Arriviamo all’ingresso. Poca gente. Ancora presto. Ma perchè a Milano le serate inziano sempre così tardi? Si potrebbe iniziare a ballare alle 11.30…a mezzanotte…che palle aspettare l’1.10. Per cominciare, si intende.

Comunque. Entriamo. Tanti palloncini colorati per terra. Se se ne salva qualcuno lo porto a casa a mia nipote e le dico Tieni il palloncino del locale frocio. Ma ovviamente le bestie isteriche li scoppiano tutti.

All’1.10 sul maxi-schermo inizia il conto alla rovescia come a Capodanno. Finisce il conto alla rovescia. L’arrivo dei Tori sancisce l’inizio delle danze. Musica House. Rivedo Alberto. Il primo ragazzo che ho frequentato. 3 anni fa. Dolci ricordi.

Ballo con Dado. Mi guardo intorno. Rivedo un tizio carino mezzo pazzo che avevo conosciuto in un altro locale gay settimane fa. Ci salutiamo. Pazzo-camicia-bianca lancia qualche occhiata che ricambio. Se si avvicina a meno di mezzo metro mi ci fiondo come una catapulta. Nascosto tra l’erba della savana come un leone. Sono pronto allo scatto. E a saltargli alla gola. Sorride, mi accarezza e se ne va. Tutto questo non fa altro che aumentare la mia fame.

Dopo una ventina di minuti torna nei paraggi. Mi guarda e sorride. Vuole giocare a nascondino. Ho una gran voglia di stanarlo. Ma non c’è solo lui nel locale. Un ragazzino molto basso (e per dirlo io) lancia occhiate languide. Mi fa sorridere. Dado me lo sconsiglia. Non sono neanche le 2 per iniziare i saldi. Resta nei paraggi che se sei fortunato magari è la tua serata. E dopo potrei farti un pensierino. Se non trovo nessun altro. Si intende.

Ma il pensierino non lo faccio con lui. Ballo e vedo uno. Carino. Mi piace eccome. Balla e si avvicina, lo avvinghio da dietro e balliamo insieme. Gli tasto il corpo dalla maglietta. Due addominali da urlo. Sorride. Mi avvicino al suo orecchio. Come-ti-chiami-quanti-anni-hai-non-si-capisce-un-cazzo-c’è-la-musica-troppo-alta. Ragazzino basso di prima mi guarda da lontano e non sorride affatto.

Il tempo di girarlo e ci scappa la lingua. Tanta lingua. Finiamo sui divanetti. Bacia come un 14enne all’uscita della scuola. Gli infilo una mano nelle mutande per tastargli il culo. Lo stuzzico con un dito. Poi la smetto perchè il locale è gay-friendly. Non si possono fare certe cose.

Giuseppe. 21 anni. Appena compiuti. Siciliano. Molto maschile. Piercing sotto il labbro. Faccia da schiaffi. Accento siciliano. Lo sento parlare del suo corso universtario e già mi immagino di essere scopato e insultato in dialetto. Io però la devo smettere di rimorchiare ragazzini. Io voglio uomini. 21 anni sono troppo pochi. Il doppio sarebbe stato meglio.

Ci salutiamo. Ci scambiamo il numero. Ci sentiamo con un paio di messaggi. Forse organizziamo un’uscita.

Forse.

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Incazzato come una Iena

16 Ottobre 2009 · 7 Commenti

3733926143_7461889f8bAl lavoro mi trovo veramente da dio. E cosa ci facevo oggi seduto a parlare con una cretina incompetente con l’unico obiettivo di farmi assumere?

Andiamo con ordine. Al lavoro mi trovo da dio. E questo l’ho già detto. L’unica cosa che non va è che sostituisco una donna gravida. Questo vuol dire che (di norma), la ragazza sforna la creatura esattamente come nel film “Alien”, si butta esausta su un letto con la f##a lacerata e poi si riprende il posto. (e io lo prendo nel culo…nel senso brutto del termine si intende).

Quindi: martedì ricevo una chiamata

Salve parlo col Dott. R######a? Sono C####e della ditta XXXXXX. La chiamavo per un colloquio come (……………) è ancora interessato?

e io (che nel frattempo ero al lavoro e per non farmi capire mi sono inginocchiato sotto a una scrivania meglio di Monica Lewinsky)

Sì sono io. Salve. Al momento sto lavorando per una sostituzione maternità, valuto solo proposte a crescere, valuto solo contratti più stabili.

Non cambierei il lavoro che faccio (sia per il tipo di lavoro sia per l’ambiente sereno e per nulla omofobo) per (quasi) nulla al mondo. Un contratto a tempo indeterminato mi farebbe dare le dimissioni in due ore solo per una semplice equazione:

Contratto a tempo indeterminato = mutuo = monolocale di 30 mq da 80.000 euro (un piccolissimo acconto già ce l’ho) = vita indipendente = lunghissime ammucchiate di gruppo con un numero N di 21enni ninfomani = papà non si chiederebbe più perchè dai 19 anni non porto a casa la fidanzata. Mi sembra una cosa semplice da capire.

Va bene. Venga da noi che parliamo di persona.

E io sono venuto. E io sono più competitivo di uno che sta per fare la finale olimpica dei 110 metri a ostacoli, io per fare bella figura mi sono fatto la barba, ho letto (tutto) il loro sito internet del cazzo, non mi sono messo l’orecchino alla Beckam, ho (momentaneamente) accantonato le magliettine aderenti taglia XS da finocchio e mi sono infilato una Lacoste che non mettevo dalla cresima.

Pronti via. Arrivo lì. Gentili. Entro in uno stanzino. Arriva la Dott. C####e (quella che mi ha parlato al telefono) e mi fa parlare per venti minuti. Io non parlo moltissimo in gruppo, ma dammi un colloquio che divento un perfetto show-man. Adoro fare colloqui, egocentrico come sono Adoro l’idea di dovermi vendere (a parole, si intende) in una mezzora.

La Dott. C####e è affascinata, è diventata la mia migliore amica, è già lì sulla sedia che si auto-pratica una fisting. Termino il mio discorso dopo 28 minuti. Applauso generale. Il posto è mio. Inizia  a parlare lei.

Complimenti, sa parlare molto bene….bla bla bla…..bla bla bla…io l’ho invitata qui per proporle un posto di lavoro per sostituire una maternità.

……………………………

Purtroppo dopo il periodo di maternità non le posso assicurare un’assunzione ma ci sono buone prospettive. Sa com’è, abbiamo acquistato un capannone per fare un laboratorio nuovo, poi ci siamo fermati per i costi notevoli ma FORSE riprenderemo ad arredarlo con la strumentazione. Io le dico già che per me lei andrebbe più che bene. La vorrei assumere e la contatterò per presentarle il nostro Dirigente. Lei che ne dice? Preferisce rispondermi subito o parlarne con qualcuno? Ad esempio la sua Famiglia o la sua Ragazza? (io nel frattempo sentendo la parola “Famiglia” e “Ragazza” in modo così ravvicinato mi ero accasciato a peso morto sulla sedia).

Io ho pensato a un sacco di cose. Le riassumo nei seguenti punti.

1- Ma Dottoressa-Brutta-Troia sei scema o mangi i sassi? (che poi sarebbe la stessa cosa). Che cazzo mi dici al telefono se poi mi offri una sostituzione maternità?????

2- Il laboratorio c’è ma è vuoto. E che cazzo vengo a fare? Ci sediamo in cerchio e facciamo il gioco della bottiglia coi matracci?

3- Cosa fondamentale: mi sono fatto la barba il giovedì per questa ingoiasperma sull’orlo della menopausa e tra poche ore vado a ballare in una discoteca gay. Se non mi faccio nessuno (e la colpa sarebbe unicamente del restauro anticipato che mi provoca al momento un effetto ricrescita-barba-da-primo-giorno-che-mette-in-dubbio-il-mio-fascino-da-ragazzino-ventenne-studentello-disobbediente ), torno in ditta, prendo Dottoressa-Brutta-Troia per i capelli, la trascino nel loro laboratorio (tanto è vuoto), e le pratico un elettroshock sui capezzoli fino a farle gridare ” scusami ti assumo a tempo indeterminato”.

Quando le faccio notare che al telefono le ho S-P-E-C-I-F-I-C-A-T-O che precario per precario me ne resto dove sono prima di andare in un posto X che magari è il covo di Forza Nuova o una colonia della Lega Nord, lei mi risponde

Ma come: non glielo avevo detto al telefono?

E qui mi sale la rabbia, e qui non le sputo in un occhio perchè devo conservare la saliva per le slinguate di stasera, e qui penso a come vendicarmi.

Ho finto interesse per il loro posto di lavoro (contratto di merda, più distante da casa e con meno soldi nella busta paga) perchè ora voglio che mi chiami, voglio fissare un appuntamento e VOGLIO DARLE BUCA.  Giuro che lo faccio.

Ora mi ricopro il viso di un’apposita crema idratante che magari l’effetto barba di ieri si nota meno.

E vado a ballare.

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Usano i Tori come Vassoi

11 Ottobre 2009 · 3 Commenti

ArcaSetIeri sono stato a ballare in una disco gay con Luca. In realtà era una disco etero ma ormai a Milano tutte le disco etero hanno una serata dedicata a noi ricchioni.

Comunque.

Come entriamo: la sorpresa. C’era una specie di buffet di frutta offerto dalla discoteca, e la cosa figa è che la frutta potevi prenderla dai tavolini o dai Tori. Ai 4 angoli della pista c’erano dei mega-cuscini con dei TORI (manzi palestrati, depilati, provvisti di pettorali enormi, tartarughe delle Galapagos al posto della pancia, visi da fotomodelli e glutei che se gli tiri una sculacciata ti fratturi due dita). I Tori in questione (la loro categoria va sempre scritta in maiuscolo come Dio..Papa..e Festa della Repubblica), fungevano da vassoi. Tu potevi andare lì e prendere dei chicchi d’uva dalla loro schiena, la grandissima fatica era prendere l’uva senza palpargli il culo. Io mi sarei rimpinzato di fragole (di cui sono allergico) pur di prenderle direttamente con la bocca dalle loro chiappe. Comunque. Mentre ripetevo a Luca Se mi catapulto sul divano e inizio a leccarli tutti tipo formichiere quanti secondi ho prima che la sicurezza mi butti fuori????

Ho resistito. Comunque. La serata è iniziata (tardi). Tra Justine Matera, Silvia Burgia e Fiammetta, è arrivato lui. Il capo dei manzi. Il Presidente del Consiglio dello Stato dei Tori. FRANCESCO ARCA. Ovviamente per quei due o tre che non lo conoscono ho messo la foto qui sopra (ex tronista della De Filippi, ex contadino della Fattoria). Io escludendo lo Scat da Arca mi farei fare tutte le pratiche erotiche conosciute e sconosciute. Ma quando dico tutte intendo T-U-T-T-E. Praticamente non ha fatto nulla, è arrivato, non ha salutato manco al microfono, era più vestito di una suora di convento, non ha fatto vedere manco un pezzetto di pettorale. Ma era LUI.

Comunque.

Domenica scorsa sono andato a ballare e non ho conosciuto nessuno. Ho scritto una lettera al Presidente Napolitano per chiedere un giorno di lutto nazionale. Era dal 2007 che non succedeva. Ieri ho dovuto recuperare. Ballo con Luca e vedo uno. Carino. Lo guardo. Sorride. Uno. Due. Tre. Lingua in bocca. Davide. 30 anni. Calabrese. Camicia nera. Non bacia malissimo. Come si dice in questi casi? Mi sono fatto di meglio ma ho scopato di peggio. Comunque. Davide mi presenta un suo amico, carino. Molto carino. Più carino di Davide. Io volevo farmi anche lui. Dopo 15 minuti Davide inizia a stufarmi, bisbiglio a Luca Quando vai a fumare dimmelo che ti accompagno. Non ho mai atteso così impaziente che la richiesa di nicotina facesse effetto sul suo corpo. Lo accompagno. Abbandono Davide. Torniamo. Riprediamo a ballare appositamente dalla parte opposta della pista. Sui cubi arrivano 3 attori porno. Luca li conosceva di fama, io no ma recupererò presto perchè non ho dormito tutta notte per colpa di quei corpi (nudi, senza manco perizoma. Ce l’avevano ma se lo tiravano gù per ballare. Va beh).

Ballo. Ribecco l’amico di Davide. Senza Davide. Gli sorrido. Mi avvicino. Ci facciamo. Eric. 26 anni. Uno che si chiama come il principe della Sirenetta non può che acquistare molti punti. Peccato che la dialettica di mia nipote di 2 anni sia migliore della sua. Forse Eric si era sniffato polverina bianca. Va beh, di tossico Bello e Dannato ne ho già avuto uno in passato. E la sera prima del colloquio che mi è valso il posto di lavoro ero in macchina con lui sui sedili posteriori a farmi sborrare sul petto, come quando i preti vengono nelle case a benedire con l’acqua santa prima del Natale, una specie di portafortuna visto che poi in ditta mi hanno preso. Comunque. Saluto Eric con la scusa me ne devo andare a casa.

Torno a casa.

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Due Mele e Poco Più

7 Ottobre 2009 · 6 Commenti

vareivarie2_001

Passatemela. Ho riletto il vecchio blog per nostalgia. Ri-Posto un vecchio post, faccio traslocare anche lui. Solo lui. Ci sono affezionato. Rileggetevi questo delirio di idiozia.
Io il dubbio ce l’ho sempre avuto. Ora me lo sono tolto.
Allora: ho recuperato delle vecchie audio-cassette musicali (quelle che c’erano quando i CD ancora non avevano messo piede sulla Terra)…le mitiche raccolte di canzoni dei cartoni animati (chi non ricorda “Fivelandia”???) cantate dall’evergreen Cristina D’avena! (la raccolta era arrivata tipo fino al “Fivelandia 10″ e Cristina D’avena si sarà comprata un attico-con-terrazza-vista-Colosseo).
Comunque.
Mi sono imbattuto nella canzone dei Puffi. Io amo i puffi. Li ho amati fin dal primo giorno. Al di là che mi sono sempre chiesto se esistesse un Puffo omosessuale (avevo dei dubbi su Puffo-vanitoso) e se tutti i Puffi fossero frutto di incesto (escludendo Bontina che sarà priva di mestruo c’è solo Puffetta e gli altri sono maschietti) le cose da chiarire sono altre. Allora:
 

1- Cosa significa “puffare”? Lo so che ho scritto una serie di racconti erotici-omosessuali e forse il mezzo pervertito sono io. Ma a me “puffare” fa venire in mente quello. (e una canzone si intitola “Puffa di qua Puffa di là”. (poi ci si lamenta che gli adolescenti si consumano col sesso facile).

 
2- (punto più importante): una delle sigle dei Puffi (ce ne sono un botto, ce n’è anche una che si intitola “Puffa un po’ di arcobaleno”, voglio conoscere l’autore del testo e sapere che funghi allucinogeni ha ingerito mentre pensava alle parole). Comunque, un’altra canzone dice: “Chi siano non lo so, gli strani ometti blu, son alti su per giù due mele e poco più”.
I Puffi sono altissimi.
Ho provato a simulare un Puffo esattamente come dice la canzone. Due mele e poco più. Ragazzi: un Puffo medio si aggira sui 23 centimetri!
Ma io dico: e le proporzioni? Vorrei ricordare che i Puffi vivono sotto i funghi! Ma dove esistono funghi di almeno 40/50 centimetri???? Mezzo metro di funghi. Sono geneticamente modificati!
Vogliamo concludere col resto? Gli altri personaggi: il gatto Birba a questo punto non è un gattino ma un puma e a Gargamella i Puffi arrivano poco sopra le scarpe (rosse, sempre quelle). Quindi: o Gargamella porta le Buffalo da tamarro anni ‘90 oppure è un ex giocatore di NBA.
E poi non trova mai il villaggio segreto. Ma forse è meglio così. Se io mi dovessi imbattere in un villaggio di ometti blu ALTI come Puffi scapperei via gridando.
E di corsa.

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Ho Perso Le Mutande

30 Settembre 2009 · 11 Commenti

199736547_008fd8d866Dopo l’uscita con Rocco di domenica sera (non sto neanche a raccontarla, è stato come prendere un thè coi miei peluche preferiti), con la chat ho definitivamente chiuso.

Sabato sera ho conosciuto uno. Paolo. 36 anni. Calabrese. Abbiamo passato tutta la serata a scambiarci lingua e saliva, se è vero che un bacio ti dà gli anticorpi, l’influenza non me la becco manco per sogno.

Comunque.

Ieri sera l’ho rivisto. Sono stato a casa sua. Un bilocale vicino Milano. Arrivo, mi aspettava di sotto. Ci salutiamo. Mi fa strada. Entriamo in casa, ci baciamo. Tanto. Mi mostra la casa, ha due bagni. Entriamo in camera da letto, accendiamo la TV. Su Italia 1 danno “Le iene”. Seguiamo il primo servizio. Arriviamo al secondo che siamo nudi. Io spoglio lui, lui spoglia me. Ci baciamo, ci tocchiamo, ci scopriamo per la prima volta.

Mi vesto sempre di imbarazzo quando faccio l’amore con qualcuno per la prima volta. Forse quel minimo di pudore non l’ho perso tutto tra le pagine del mio primo libro. Forse.

Guarda che di completo non facciamo nulla preciso io. E la volete sapere la sua risposta?

Non posso neanche appoggiartelo? Ma la smettete di rispondermi così TUTTI? Io vorrei chiedere: ma DOPO CHE ME LO APPOGGIATE?

Sorvoliamo.

Viene prima lui, io ho il cazzo puntato sulla sua bocca, vengo dopo un paio di minuti e…ingoia. Io resto basito. Come può ingoiare subito dopo l’orgasmo (il suo) è un mistero che voglio lasciare tale. Invidio il suo post-coito. Il mio è sempre traumatico. Anche stavolta. Come sempre vedo Dio in quella manciata di secondi. Resto turbato. Mi bacia sulla guancia ma gli dico che se lo fa ancora si ritrova il setto nasale fracassato. Io devo smaltire da solo lo stato d’animo che conosco fin troppo bene.

Non trovo più le mutande.

Chiacchieriamo. Mi racconta la sua storia. E’ molto toccante. Mi viene da piangere. Non lo faccio. Mi chiudo in bagno con la scusa di lavarmi. Mi lavo. E almeno stacco la testa da tutto. Torno in camera. Paolo-il-calabrese-apprensivo è fin troppo preso.

Tieni ti ho voluto fare un cd.

Grazie.

Un cd con le sue canzoni preferite. La prima volta che vado a casa sua, la seconda volta che lo vedo. Vado via relativamente presto. Col CD. Oggi ho lavorato. Mi ha scritto 6 messaggi. Non ho risposto a tutti, sono stato bene ieri sera ma la voce mi dice no.

Chissà dove le ho messe.

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