Anthony Will

Ho un Fuoco che Brucia

17 Dicembre 2009 · 2 Commenti

Cosa Divertente(?):

Ho ripreso a fare (anche) lo studente, mi sono iscritto a una seconda laurea (questa volta umanistica, una materia molto frocia. Un gay senza laurea umanistica è come una cubista senza piercing sull’ombelico. Per la serie: proviamoci a prendere un’altra laurea). Comunque. Oggi primo esame. Tutto bene direi (ieri ho studiato fino alle 05.17 del mattino). Se non fosse che a mezzora dalla fine dell’esame (su un’ora e mezza totale, quindi ben 1/3 di tempo rimanente) scoppia un mezzo incendio.

Sì, scatta l’allarme e dal megafono dicono evacuare immediatamente tutti dall’aula.

Stocazzo!

Il professore si blinda davanti alla porta di uscita gridando Prima datemi i vostri compiti altrimenti annullo l’esame.

Ora mi dico: poteva esserci anche una ragazza che bruciava viva come Giovanna D’Arco che lui voleva il compito, non avrebbe aperto nemmeno a una donzella trasformata in torcia umana che chiedeva pietà di uscire. Le gente in aula minaccia di buttarsi dalla finestra. Gli diamo i compiti. Tutti incompleti. Io ho fatto 7 domande (perfette) su 12. Lui ha detto che terrà conto del tempo che mancava. Lo spero per lui perchè giuro che se mi boccia per una caldaia rotta che ha fatto scattare l’allarme mi girano le palle a centrifuga.

Cosa Triste.

Oggi nella casella di posta (quella vera, quella che ancora manda lettere cartacee), mi sono arrivati gli auguri dal Centro Benessere dove l’anno scorso ho passato 3 giorni con Stefano. I miei 3 giorni come in Titanic. Devastanti.

I ricordi mi perseguitano.

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Quando Parlerò di TE

13 Dicembre 2009 · 4 Commenti

Ieri sono andato al concerto di Renato Zero con Stefano. Sì, STEFANO.

Al di là che pur di rivederlo sarei andato a qualunque concerto, anche se mi avesse invitato a quello dei Jalisse avrei gridato “Sììììì”.

Punto uno. Mi sono ricreduto su Renato. E’ proprio bravo e il concerto è stato uno S-P-E-T-T-A-C-O-L-O. Essendo uno scrittore (?) faccio molta attenzione ai testi e ci sono frasi nelle sue canzoni che mi farei tatuare subito.

Comunque.

Non perdiamo il concetto principale. Stefano. Rivederlo è stato un pugno al cuore. Rivederlo è stato devastante. Lui è il mio Stefano. E’ mio. Punto. Io voglio ancora la favola che abbiamo vissuto l’anno scorso. La voglio così com’era.

Io lo desidero ancora sopra ogni altra cosa. Lui è semplicemente LUI.

Ma si è fidanzato con un altro. Da due mesi. Andrea. Forse ho già detto che l’ho visto in discoteca (e ci siamo pure presentati). E mi sembra di aver detto che è pure bruttino. Che tra i due vinco io senza storia. Non per menarmela, sono obiettivo nei giudizi. Giuro.

Comunque.

Sai che ho comprato 4 porcellini d’India? mi dice lui

Ah sì? rispondo

Sì sono tre femmine e un maschio.

E come si chiamano? volevo farmi del male, lo sentivo

Il maschio l’ho chiamato Andrea.

Ziiic. Un pugnale mi si è piantato nel petto in quell’istante.

E poi nulla. E poi c’è una canzone di Renato intitolata “Quando parlerò di te” che sembra la situazione mia e di Stefano in questo momento, e quando l’ha cantata io avevo due fontane al posto degli occhi tipo cartone Manga giapponese. Due fontane proprio. E Stefano mi dice

Ma…ti stai commuovendo?

……………………

Ma-sì-brutta-testa-di-cazzo-ma-non-l’hai-ancora-capito-che-voglio-tornare-con-te-per-tutto-il-resto-della-mia-vita? Ma non gliel’ho detto. Mi manca da star male. Forse non dovevo andarci al concerto con lui.

Ma i porcellini d’India di solito non hanno vita breve?

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Tu NON Puoi Farmelo Solo Annusare

7 Dicembre 2009 · 3 Commenti

Sarà stata la Micia, sarà stato che Alessandro-occhi-di-fuoco a lungo andare era bello tanto quanto noioso, resta il fatto che la cosa (non ancora iniziata) è già finita.

E Va bene. E’ ufficiale. Oltre alla crisi economica che ha colpito l’Europa e tutto il mondo occidentale, anche la crisi dell’ormone si è abbattuta sul sottoscritto.

Ho tanta fame (non di cibo per essere chiaro). La mia fame (in teoria), non posso saziarla se non trovo una qualche forma di sentimento in un qualche ragazzo gay. Peggio del Ramadan.

Qui si rischia il digiuno.

Se poi mettiamo una serata come quella di ieri rischio di avere crisi epilettiche. Sono andato a ballare con Dado e Luca. Oggi è giorno di ferie. Se 1+1 fa 2, ieri c’era troppa gente a ballare. Non riuscivo a camminare che mi calpestavano (non del sano trampling, mi calpestavano in modo antipatico). Quindi: morale della favola. Nel casino non conosco (quasi) nessuno.

Dico “Quasi” perchè mentre cammino (e vengo schiacciato dalla gente) mi si piazza di fronte un Toro. Senza maglietta. Due pettorali che ci avrei fatto una pista per le biglie.

Mi fermo (anche perchè circumnavigare tutti quei muscoli era stancante come scalare l’Everest coi mocassini). Iniziamo a ballare uno di fronte all’altro (io avevo una pozza di bava tra i piedi). Carino di viso ma non lo ricordo bene. Ricordo solo un torace immenso. Ci strusciamo. Non capivo più nulla.

Ma c’era qualcosa di strano. A parte che nè io nè lui abbiamo spiccicato parola (con tutta quella carne non ero in grado di formulare una frase di senso compiuto), ma la cosa che mi lasciava perplesso era che si guardava spesso intorno.

Ci sfioriamo le labbra con un bacio casto, io ci metto un po’ di lingua e lui pure. Ma poca lingua. Poi vedo i suoi amici che mi guardano sconvolto. Poi vedo che dopo l’assaggino di lingua si gira e se ne va.

Coooooosaaaaaaa???? Ma adesso prima di andarsene manco ti mettono tutta la lingua in bocca ma solo un pochino?

Poi capisco il perchè.

Da lontano vedo un altro toro che punta nella mia/nostra direzione come se avesse visto un lenzuolo rosso.

Se 1+1 fa 2 mi sa che il Toro che mi sono fatto è fidanzato con un altro toro. Pronti. Partenza. Via. Il toro-arrabbiato va furioso verso il suo toro, io nel dubbio gattono verso un’altra sala e mi confondo tra la mischia.

Ora però dopo una cosa così ho ancora più fame. E su gayromeo mi ha scritto una coppia di ragazzi per propormi una scopata a tre.

Chi è che diceva che l’unico modo per vincere le tentazioni è cedere?

Ok scherzavo. Mi spaventa troppo il dopo.

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Un Pelo Nella Cappella

29 Novembre 2009 · 6 Commenti

Sicuramente è un mio limite. Però porca troia.

Venerdì sera sono stato a far l’aperitivo coi miei colleghi. E poi sono andato a dormire da Alessandro-occhi-di-fuoco. Ci salutiamo, saliamo a casa sua, ci baciamo tanto. Poi si mette a baciare la gatta. Anzi, chiamiamola col suo nome. Micia.

Dicono che chi non sopporta gli animali domestici (IO) è fondamentalmente una persona egoista (può anche essere). Dicono che chi ama gli animali più degli esseri umani (LUI) in fondo ha dei problemi (è facile amare solo animali domestici, fanno tutto quello che gli imponi di fare).

Allora: partiamo dal fatto che non sono minimamente contrario alla vivisezione sugli animali. Io rovinerei un gatto anche solo per provare un rossetto nuovo (e ovviamente sacrificherei una bestiola per provare un farmaco innovativo che potrebbe un domani salvare un uomo). Comunque. Tutto questo perchè è arrivata la (mia) fatidica domanda.

La gatta stasera dorme fuori e chiudiamo la stanza, vero?

Ma poi lei soffre. Senza una stanza è come se la privi del 25% del suo mondo. Poverina.

Ma a me della tua micia non me ne frega un cazzo. O meglio, per non passare da puro egoista, me la faccio anche andare bene. Non ti dico niente se ci sono per terra ciuffi di pelo grossi come palle da tennis (fanno schifo ma è casa tua), non dico nulla se in bagno c’è puzza di piscio per via della sabbietta, non dico nulla se il copriletto è cosparso di peli. Ma la gatta sul letto mentre dormiamo proprio no. E poi porca troia. Basta trattare gli animali come esseri umani.

Comunque. Ovviamente vince l’egoista. Io. E anche se gratta fuori dalla porta tutta la notte io di aprire proprio non ci penso. Lui la sera non mi caga. In effetti se sapevo che finiva così dormivo a casa mia. Al mattino sembra ci riappacifichiamo. Facciamo una splendida 69. Gli sborro sul petto.

Apre la porta. Entra la gatta. Sale sul letto. Inizia a parlare solo con la gatta per due ore. Si fa leccare dalla gatta. Tutte le dita in bocca alla gatta. Le stesse che 5 minuti prima erano nel mio culo. Quasi vomito.

Facciamo colazione dopo che mette sullo stereo un CD di musica lirica. A me non dispiace. Ma avrei preferito la nuova di Rihanna. O anche Laura Pausini andava bene. Facciamo colazione con Lui che mi spiega la teoria dei biscotti che si impregnano nel caffèlatte. Se li pucci lasciandoli cadere dall’alto non si impregnano bene. Forse a causa del contatto termico. Ma non dice il tutto scherzando, parla seriamente. Io lo sto per insultare, se parli di Epica vinci tu ma non addentrarti in fisica o in chimica perchè ti mangio.

Torno a casa. Faccio la pipì. Trovo un pelo di gatto nella cappella. Io finchè c’è micia non ci dormo mai più.

Poco ma sicuro.

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Mi Sento Protetto

22 Novembre 2009 · 2 Commenti

Ci siamo visti sul tardi. Tra la mia partita di p#######o e il suo turno di lavoro ci siamo trovati che era quasi mezzanotte.

Lo aspetto sotto casa sua pochi minuti, vedo l’Alfa147 entrare sfrecciante nella via. Parcheggia. E scende dal mezzo.

E’ bello. L’ho già detto e lo ripeto. E’ bello che mi fa imbarazzo guardarlo. E’ tanto uomo. Ci salutiamo. Saliamo a casa.

Però mi devi aspettare 5 minuti che faccio una doccia. Ci baciamo. Anche quando siamo appena entrati in casa ci siamo baciati.

Mi siedo sul divano ad aspettarlo, l’acqua della doccia inizia a scorrere. Maria De Filippi ringrazia e saluta la fine di C’è Posta Per Te.

Esce dalla doccia con una micro-asciugamano (che io userei a malapena per asciugare le mani) legato in vita. Fingo di non stendermi per terra di fronte a una visione divina. Ora ho la conferma: i pettorali sono pure da Toro. Deglutisco a fatica.

Vuoi stare qui sul divano o in camera? mi dice

Mah…vediamo un po’ di Tele?

Ok spegni pure qui. La TV ce l’ho anche in camera, la guardiamo a letto se ti va.

Ok.

Spengo Maria De Filippi e vado in camera con lui. Lui. Che fa della dolcezza e della mascolinità due carte vincenti per distruggermi. Mi sento disintegrato tra le sue braccia. Tra le sue parole. Tra le sue poesie.

Scrive poesie. E siamo col suo quaderno nudi a leggerle sotto le coperte. Per più di mezzora. Ci baciamo e ci tocchiamo. Coccole e pompini.

Restiamo abbracciati sotto le coperte e non me ne andrei da lì per nulla al mondo. Mi sento al caldo. Mi stringe tra le sue braccia quasi a stritolarmi. Mi sento protetto come non lo sono mai stato. E il senso di protezione mi manca anche adesso che scrivo. Scivolo fuori dalle coperte alle 03.23.

Torno a casa.

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Piccoli Sviluppi

18 Novembre 2009 · 2 Commenti

Io e Alessandro-occhi-di-fuoco ci sentiamo. Mi ha risposto 24ore dopo il mio SMS. Ci siamo sentiti anche il giorno dopo. E poi ancora. Telefonate lunghe sotto le coperte senza farmi sentire da papà e mamma. Addormentati nella stanza affianco. Un 14enne.

Ieri sera sono uscito con due mie amiche. Una si è lasciata col ragazzo e ha l’anima frantumata

Sono stati insieme 4 anni e lei ha saputo che lui ha sempre avuto una doppia vita, fidanzato con un’altra ragazza. Mi è venuta la pelle d’oca nel sentire l’eco del suo dolore.

Comunque. 

Andiamo in gelateria. Torno a casa presto. La stanchezza di questi giorni mi massacrava le ossa.

Parcheggio alle le 23.34 sotto casa. SMS.

Ho finito ora di lavorare. Ma se venissi a G#########? (la mia città). Giusto per un saluto. Anche 10 minuti.

Ovvio che sì.

Giusto il tempo per salire a casa, gattonare fino al bagno, lavarmi i denti con chili di dentrificio e bere mezzo litro di colluttorio (in gelateria ho ceduto ad una brioches col gelato che se ci penso piango a fontana per i sensi di colpa).

Arriva con la sua Alfa147. Parcheggio. Entro nella sua macchina. Di nuovo lui. Di nuovo il suo sguardo penetrante. Di nuovo uomo. Mi ha distrutto anche stavolta coi suoi occhi. Lo ricordavo bello. Lo ritrovo ancora meglio.

Restiamo a parlare scrollandoci quel poco di imbarazzo che si posa. A parte le telefonate chilometriche ci eravamo parlati pochissimo in discoteca. Ci baciamo. Mi bacia. Sento la sua lingua più di ogni altra casa. Quando mi bacia non ci sono per nessun altro. Non ci sono per nessun pensiero. Baciarsi per la prima volta in macchina mi piace sa sempre, la macchina è fatta per i primi baci. Dormirei in macchina tutta la notte tra le sue braccia.

Ma devo frenare. Non voglio ripetere gli errori del passato, il fantasma di Stefano se ne è andato ma mi ha lasciato cicatrici non indifferenti. Non voglio correre per trovarmi di nuovo col vuoto in mano in un nanosecondo, per vedere l’incendio più grande spegnersi al primo sospiro. Non potrei sopravvivere ad un’altra tempesta del genere.

Quindi bisogna rallentare, è anche facile a dirsi. Più complicato da mettere in pratica.

Mi piace. Questo è poco ma sicuro. Questo è sicuro ma deve essere un punto di partenza. L’esperienza insegna, ho 24 anni. Non 19.

Sabato sera mi ha chiesto di dormire da lui. Devo dire di no. Posso anche riuscirci.

Ripongo la mia testa sul cuscino alle 02.13. Ancora più stanco.

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Non posso NON conoscerlo

14 Novembre 2009 · 2 Commenti

2572570179_73e741c668Ieri sono stato a ballare con Dado in una discoteca gay. La location è (ancora) cambiata e fa schifo. C’è una sala sola per ballare. Ma potrebbero organizzare anche tutto in uno sgabuzzino che noi saremmo sempre lì.

Comunque.

Ballo. Ballo. Butto l’occhio un po’ qui e un po’ là. Vedo uno che avevo rimbalzato in un’altra discoteca. Si avvicinano le 02.00 e gli ballo dietro. Non si sa mai.

Ma improvvisamente vedo lui. Uno che lavora nella ditta di fianco alla mia e che avevo adocchiato col vassoio in mensa (mensa comune alle due ditte). Quasi Carino. Insomma. Passabile. Non un cesso ma neanche bello. Ma non posso non farmelo un mio quasi collega. E poi pensa a quando lo racconterò ai miei di colleghi.

Gli sorrido. Ricambia. Mi avvicino. E gli dico

Ciao tu lavori in ###?

Sì! Come fai a saperlooo???

Io lavoro in F####

Ma dàì! Non ti ho mai visto!

Io un paio di volte in mensa!

Lingua in bocca. Mah, forse è stata la parola “mensa” ma si è abbastanza fiondato. Oscar. 28 anni. Gliene avrei dati tra i 35 e i 40. Paese vicino al mio. Originario di Brescia. Chiacchieriamo del più e del meno. Torniamo a ballare anche con Dado. Mi avvicino a Dado

Come faccio ora per smollarmelo? Mi ha già asciugato.

Ridiamo. Oscar ovviamente non capisce.

Poi vedo LUI. Vedo uno. Ci guardiamo un attimo. E mi stende per terra. Non in senso fisico. Ma appena lo vedo dico Non posso non conoscerlo, io con uno così ci voglio uscire.

La situazione era fin troppo chiara: non fargli capire che due minuti prima ravanavo con la lingua nell’esofago del quasi collega, e conoscerlo senza farmi troppo vedere dal quasi collega (in un locale con una sala sola). Semplice, no?

Ciao Oscar noi andiamo a casa

Ti lascio il mio numero così ci sentiamo e magari beviamo un caffè in pausa al lavoro.

E lasciami sto numero basta che ti muovi.

Ok ciao.

Vado per uscire. Non vedo più occhi-di-fuoco. Lo ribecco da lontano. No Dado aspetta voglio conoscerlo. Rivedo occhi-di-fuoco che balla. A 5 metri c’è il quasi collega. Uff che palle. Abbandonando l’idea di gattonare fino all’obiettivo senza farmi beccare, opto per aspettare che il destino mi dia una mano. Me la dà.

Occhi-di-fuoco si dirige verso il bagno. Dado torno subito. Lo seguo. Lo aspetto fuori dal bagno. Esce.

Ciao sto per andare a casa ma non posso andarmene senza sapere il tuo nome (lo ammetto: non bevo quasi mai, la vodka-lemon mi ha aiutato)

Sorride.E’ già qualcosa, almeno non mi scoppia a ridere in faccia.

Piacere, Alessandro. Tu sei?

A#####o. Quanti anni hai?

36. Tu?

24.

Usciamo dal bagno. Mentre scambiamo due parole mi rendo conto che è veramente figo. Solite cose. Che fai nella vita, che locali frequenti.

Ma se ti chiedessi il numero? chiedo io. Mi si avvicina all’orecchio

Molto molto volentieri. Sappi che esco da una storia di 5 anni. Finita ad agosto.

Me lo lascia. Ci salutiamo. Un bacio in bocca a stampo. Sto per uscire, Alessandro-occhi-di-fuoco si volta a salutarmi con la mano. Gli ho scritto un SMS.

Risponderà?

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Confuso e Tentato

4 Novembre 2009 · 5 Commenti

435514801_a77605b02dIeri sera speravo in una serata diversa. E’ andata bene con Andrea-l’ingegnere-edile. Ma non il bene che speravo. Gli piaccio. Mi piace. Ci troviamo fuori dal pub gay alle 21.45. Io arrivo qualche minuto dopo perchè parcheggiare a Milano è un’impresa. Lui mi stava aspettando all’ingresso.

Ciao.

Ciao.

Entriamo. Mi piace come cammina, mi piace come parla, mi piace il suo sguardo. Quando prende in mano il bicchiere del suo mojito penso alle sue mani sul mio corpo. Cazzo e Cuore mi si fondono dentro. Io non so chi dei due ascoltare.

Chiacchieriamo un paio d’ore. Dentro di me dico

sta andando bene, è proprio vero che è meglio conoscere i ragazzi nei locali che su internet, hai la certezza di averci scambiato due parole prima dell’appuntamento.

Fino a quando.

Fino a quando si fa tardi, usciamo, vieni in macchina da me ti faccio vedere il libro che ho appena comprato. Si intola L’insegnante di astinenza sessuale.

Apro la portiera, entro. Mi mostra il libro. Leggo la trama. Ridiamo e scherziamo. Ci baciamo. Tanto. Non bacia bene ma a me come bacio va bene lo stesso. La serata però non finisce così. Sarebbe stato bello come primo incontro. Anche se il bacio non era da manuale.

Inizia a parlare con un giro strano di parole. Sono abbastanza intelligente per capirne il succo. Mi-piaci-sei-simpatico-vorrei-scoparti-senza-impegno-ci-vediamo-questo-fine-settimana-da-me-te-lo-sbatto-nel-culo-senza-impegno-sia-chiaro-ci-divertiamo-e-con-molta-probabilità-tanti-saluti.

Non me lo aspettavo. Mi infila una mano nei pantaloni, vuole accarezzarmi. Lo lascio fare, davanti e dietro. Finchè vuole solo accarezzare. Scendo dalla macchina, ti chiamo questo fine settimana per decidere quando vieni da me, o venerdì sera o sabato mattina.

Io credo di non riuscire a fare sesso completo con chi non amo. Riesco a fare pompini, riesco a farmeli fare. Ma voglio che resti almeno una cosa da donare unicamente a chi amo. Lo so, è un discorso da ragazzina-verginella. Forse sono io a crearmi dei limiti che devo superare, forse uso questa scusa come scudo per sentirmi meno in colpa verso non so chi. Alla fine ho 24 anni, sono single. Dovrei scopare di più, senza impegno. Mi piace. Gli piaccio. Ho solo paura del dopo.

L’insegnante di astinenza sessuale.

 

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Three: is meglio che One

2 Novembre 2009 · 2 Commenti

361629492_2ae80de18cIeri sono stato con Dado a ballare in una discoteca gay. Anzi, LA discoteca gay la domenica sera a Milano. Mi devo ancora abituare alla nuova apertura invernale, hanno cambiato sale, hanno cambiato ingresso. L’unica cosa che (per fortuna) non si cambia è il target di clientela. SERATA GAY.

Comunque.

Ballo. Vedo Stefano col ragazzo nuovo. Il desiderio di morire non è mai stato tanto forte, il desiderio di prendere a pugni la sua nuova fiamma idem.

La sua nuova fiamma: ok alto, ma o-r-r-e-n-d-o. Va bene, orrendo-inguardabile no. Ma tra me e lui vinco io senza storia. Non c’è partita. Non so se la cosa debba farmi stare meglio o peggio. Forse meglio. Ma la mia domanda è: cosa cazzo ci trova in lui? (Domanda che si fanno tutti gli EX di fronte alla nuova fiamma del proprio EX). Non so se mi sono spiegato.

Comunque.

Ballo e vedo uno da lontano. Carino. Molto carino. Anche Dado approva. Almeno 30enne. Rasato. Maschile. Bel viso. Sei mio.

Mi avvicino, lo conosco. Andrea. 35 anni.

XXX

Ridiamo e scherziamo. Mi chiede i miei hobby. Non gli dico del libro (non è una cosa da dire a sconosciuti), gli dico di pa######o. Gli dico che ho giocato in serie #. E qui esce la risposta che mi dicono TUTTI (pensando di fare una battuta grandiosa).

Ma davvero? Ma è impossibile. Sei basso.

Ma Porca Troia. Puntualizzo velocemente la questione:

1- Ti ho detto che ho giocato in serie #. Non che ho vinto il bronzo alle Olimpiadi di Atene 2004. Dopo 1# anni di p#######o se non arrivi a giocare in serie # sei una capra.

2- Esistono diversi ruoli in tutti gli sport. Non per tutti devi aver vinto la lotteria gentica ed essere un omone gigante alto 8 metri che zampilla testosterone.

Comunque. Balliamo quasi tutta sera. Ci strusciamo. Gli faccio i complimenti per il fisico di marmo. Gli tocco il cazzo da sopra i jeans. Mi infila una mano nei pantaloni. Mi palpa il culo. Gli accarezzo il pene. Dice che la mia pancetta me la fa sparire lui in queste settimane scopandomi all’inverosimile.

Mi chiede il numero. Glielo lascio. Fa un po’ il cretino con un altro. La cosa non mi piace. Andrea-l’ingegnere-edile se ne va. Torna a casa. Che abbia conosciuto anche un altro proprio non mi va.

Dado conosce un veterinario. Io ballo da solo. Una coppia di amici mezzi pazzi (ed entrambi senza maglietta) mi intrappolano uno davanti e uno dietro. Io fingo di opporre resistenza più per una buona condotta morale (che ho perso con l’arrivo della maggiore età) che per altro. Li conosco.

XXX

Uno mi piace. Non è per niente bello. Ma ha una faccia che mi ispira sesso. Mi ricorda un mio ex compagno di squadra con un cazzo enorme. Forse per questo mi piace. Ballo con tutti e due.

Amico-brutto mi ronza troppo intorno. Io voglio solo amico-faccia-da-sesso. Mi chiedono il numero. Glielo lascio a entrambi. Ci sentiamo per SMS. Io rispondo solo ad amico-faccia-da-sesso.

Domani sera ci esco.

Con Andrea-l’ingegnere-edile.

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Io La Devo Smettere

28 Ottobre 2009 · 6 Commenti

1080580064_8a5775d3d3Io la devo smettere di uscire con gente che conosco in chat. Seconda volta e seconda rottura di palle.

Sono uscito col poliziotto. Se restavo a casa era meglio. Arriva. Da lontano vedo uno che cammina storto, mezzo gobbo, con un maglione che non si mette manco mio padre che è vicino agli 80 anni

Lo guardavo e ripetevo Cazzo non può essere Lui. In web-cam non era così. Giusto. Peccato che in web-cam si veda solo il viso (carino). Non la camminata storta, non il maglione da nonno, non la gobba da strega-di-biancaneve-quando-porta-la-mela-avvelenata.

Merda.

Si presenta. Tentenna all’ingresso. E’ impacciato. Dai entra tu e io ti seguo. Mi dice titubante. Entriamo. Siediti dove vuoi che io ti seguo, dice con le orecchie basse. Ma porca troia. Io ho bisogno di un uomo che mi prenda la mano di forza e che mi dica Adesso mi segui. Non di uno che tentenna all’ingresso di un pub. Comunque. Ci sediamo a parlare.

Io sono nato a Reggggio Calabbbria…ho iniziato il militare…mi sono scritto all’università Scienze Politiche…sono stato trasferito a Firenze…ho lasciato l’università…mi hanno trasferito a Bologna per due anni…mi sono iscritto a Economia…io la laurea la volevo, ce l’hanno tutti..cazzo mica sono stupido sono intelliggggente anzi molto intelliggggente, quindi perchè alla fine non mi sono laureato? ecco per me era un segno del destino….mi hanno trasferito a Catania…mi sono iscritto a Marketing…ho lasciato l’università…mi hanno trasferito a Milano.

Io mentre parlava mi domandavo L’ho messo lo stand-by nella sequenza? (una cosa di lavoro). Tutto questo discorso e non avevamo ancora preso da bere. Chiamo il cameriere di forza perchè mi ha già asciugato e per evitare la disidratazione totale grido Dammi un qualunque cocktail.

E poi è di estrema destra. Io posso anche capirlo un gay che vota a destra (in realtà non lo capisco molto ma facciamo finta di essere aperti di mente). Ma estrema destra no. Come fai a fare combriccola con quelli di Fo##a Nu##a che se scoprono che fai i pom###i ti massacrano di botte?

Poi mi fa un discorso su Berlu###ni. Mi dice che è l’anti-politica e per questo lo vota convinto e bla bla bla…bla bla bla…io mi sono di nuovo disidratato e alla fine pur di farlo stare zitto avrei fatto richiesta al PDL per avere la tessera del partito.

Se scrivo ancora che esco con uno della chat vi autorizzo a picchiarmi. Fermatemi se scriverò una tale cazzata. Lo so bene che due uscite non sono sufficienti per fare una media accurata con una buona deviazione standard. Ma io con la chat ho chiuso.

Piuttosto torno etero.

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