Ho ripreso a fare (anche) lo studente, mi sono iscritto a una seconda laurea (questa volta umanistica, una materia molto frocia. Un gay senza laurea umanistica è come una cubista senza piercing sull’ombelico. Per la serie: proviamoci a prendere un’altra laurea). Comunque. Oggi primo esame. Tutto bene direi (ieri ho studiato fino alle 05.17 del mattino). Se non fosse che a mezzora dalla fine dell’esame (su un’ora e mezza totale, quindi ben 1/3 di tempo rimanente) scoppia un mezzo incendio.
Sì, scatta l’allarme e dal megafono dicono evacuare immediatamente tutti dall’aula.
Stocazzo!
Il professore si blinda davanti alla porta di uscita gridando Prima datemi i vostri compiti altrimenti annullo l’esame.
Ora mi dico: poteva esserci anche una ragazza che bruciava viva come Giovanna D’Arco che lui voleva il compito, non avrebbe aperto nemmeno a una donzella trasformata in torcia umana che chiedeva pietà di uscire. Le gente in aula minaccia di buttarsi dalla finestra. Gli diamo i compiti. Tutti incompleti. Io ho fatto 7 domande (perfette) su 12. Lui ha detto che terrà conto del tempo che mancava. Lo spero per lui perchè giuro che se mi boccia per una caldaia rotta che ha fatto scattare l’allarme mi girano le palle a centrifuga.
Cosa Triste.
Oggi nella casella di posta (quella vera, quella che ancora manda lettere cartacee), mi sono arrivati gli auguri dal Centro Benessere dove l’anno scorso ho passato 3 giorni con Stefano. I miei 3 giorni come in Titanic. Devastanti.
I ricordi mi perseguitano.






Ieri sono
Ieri sera
Ieri sono stato con
Io