10 settembre 2006 – 10 settembre 2011

5 anni fa. Cuffie nelle orecchie e musica altissima, quasi a proteggermi. Ricordo ancora la scaletta esatta della playlist tanto mi è rimasta in testa, niente di troppo pop. Pink e Julieta Venegas. Scendo dal treno, mi avvio verso il tram 9. Le indicazioni per raggiungere il posto le avevo lette su internet nei laboratori informatici dell’università. Cinque fermate, piazza 5 giornate. Sede dell’arcigay. Trovo la via. Mi siedo sul marciapiede perchè non riesco ad entrare, rischio di morire. Di infarto e di vergogna. O di paura. O tutte e tre.

Ieri ho sentito Sergio, quello di 40 anni che mi ha dato una boccata di ossigeno qualche settimana fa al mare, sul lettino a guardare le stelle, ci dovremmo rivedere. Forse dopo l’esame che mi sta tenendo in casa giorno e notte come un coglione. Credo.

L’ultima volta che sono stat0 a ballare al Bo##o ho rivisto Pasquale-il-ragazzino-21-enne, più o meno un mese fa, prima delle Canarie. Quel grandissimo stronzo dalla faccia ingenua che mi ha detto a casa sua allora vattene, le scarpe sono lì in fondo. Comunque. Abbiamo scambiato due parole, la voglia di prenderlo a pugni sui denti c’era, forse ora meno, ovviamente le due parole ce le ho scambiate perchè LUI ha iniziato. Peccato sia andata così, a me piaceva sul serio.

Elena vuole presentarmi un medico, ha cambiato lavoro da poco, è un suo collega. Adesso anche le amiche si organizzano per trovarmi marito. Mi ha dato il suo numero, ci siamo scritti qualche messaggio e dopo l’esame dovremmo uscire. Uscire con uno sconosciuto, tanto per cambiare. Ma dopo il mio esame, perchè io devo studiare, lui deve far partorire due gatte.

Non sto andando a ballare da un sacco, non mi connetto manco su gayromeo, è inutile scriversi con qualcuno ma poi dire guarda va bene ma fino al 19 non posso uscire, sto studiando per un esame. Inizio a essere insopportabile i 10 giorni prima dell’esame. Acido e stronzo.

Eleonora torna dopo un anno passato negli States. E’ già passato un anno da quando è partita Eleonora, era partito anche Dado, stava finendo con Simone. E io non sono finito morente sul divano con una boccetta vuota di farmaci in mano. Per fortuna. Ingurgitati.

Mi alzo dal marciapiede, respiro a pieni polmoni, provo a tranquillizzarmi, ho fatto tutta quella strada e non voglio tornarmene a casa a mani vuote. Oltre la vetrata un signore gentile sulla 50ina si sbraccia dall’interno facendomi segno di entrare. Sembra gentile. Apro la porta e saluto tutti a voce alta con un Ciao poco convinto. Sono qui per l’accoglienza, c’era scritto su internet dico tremante.

Fragile. Ma come un neonato ancora sporco di sangue che strilla nelle braccia dell’ostetrica. Ho iniziato a vivere.

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2 risposte a “10 settembre 2006 – 10 settembre 2011

  1. Scrivi troppo bene…ti adoro…fossi un uomo mi innamorerei di te!!!

  2. semplicemente grazie 😉

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