Bye

Era da un po’ che non andavo al Fl##o. Cruising bar. Labirinto dark. Si puo’ chiamare in tanti modi, io lo chiamo anche il posto dove c’è brutta gente che vuole solo scopare. Ma se mi ci ritrovo io forse non c’è solo brutta gente, o forse anche io ogni tanto voglio solo fottere.

Comunque. Mi ha stupito per la poca luce, ce n’era già poca, o forse ricordo male io. Ma a me sembra ce ne sia ancora meno. Hanno cambiato qualche cosa dentro nel percorso, io che a malapena avevo capito il giro dell’altro, mi sono ritrovato di nuovo spaesato con Dado che mi ha raccomandato fai così, resta nel percorso centrale che c’è più luce. Anche perchè gli altri percorsi al buio mi inquietavano un po’.

Sembriamo tanti zombie in cerca di non si sa cosa, per un tratto mi sale l’ansia, colpa del cuba libre che mi stende per terra e che non potrei manco bere visto che ho il fegato mezzo sputtanato. Colpa forse delle proteine che prendevo in palestra, adesso mi tocca (ri)fare gli esami del sangue. Ma ho gravi cazzi a casa, e la mia forma di autolesionismo è anche un modo per non pensare agli ultimi giorni dei pianti di mia madre e delle telefonate tra parenti. Ognuno reagisce al dolore a modo suo.

Ad un certo punto mi appoggio ad una parete, mi sono rotto il cazzo di camminare, si avvicina uno carino, che avevo anche visto poco prima in un altro locale. Anche lui ha fatto tappa al Fl##o. Mi dice il nome, non me lo ricordo. E’ straniero. Per un secondo vorrei piangere, ma scoppio in una risata che soffoco nel silenzio. Il silenzio. Si cammina senza parlare molto nel labirinto. Comunque. Fa il pilota di aerei. E’ belga, parliamo in inglese. Ci baciamo. Mi piace perchè è un bacio dolce, trattenuto, lento. Quasi tenero. Lo prendo per mano, camminiamo alla ricerca del posto giusto. Ci chiudiamo in una dark. Blocco la porta. La luce è poca, il materassino è nero. Come quelli che ci sono nelle palestra. Lui si sdraia, cado su di lui. Abbracciati. Sbiascico qualche parola in inglese mentre continuiamo a baciarci e a toglierci i vestiti. Io però di solito volo con Ryanair gli dico dopo aver saputo per quale compagnia lavora. Ridiamo. Mi prende il ca##o in bocca, succhia da dio. Poi ci diamo il cambio. Mi piace parlare quando scopo, è ancora più stano farlo in inglese. Finiamo a 69. Intanto mi suona il cellulare. Sono le 03.14. E’ Dado ma lascio cantare Ambra e non rispondo. Provo ad alzarmi e a prendere il telefono ma Pilota-d’aerei resta attaccato al mio pisello come un pesce pulitore sul vetro dell’acquario, non sarei riuscito a staccarlo neanche a pugni in testa. Non riesco a prendere il telefono in mano. La suoneria si stoppa. Prima viene lui, continua a succhiarmelo. I’m coming gli dico, sposta la bocca e vengo.

Ci puliamo, ci rivestiamo. Dai presto che domani devo lavorare dice lui in inglese. Io sgrano gli occhi e gli rispondo Sono le 4, Devi guidare un aereo e non sei ancora a letto? No, domani lavoro ma sono in ufficio. Usciamo. Barcollo alla ricerca di un’uscita, barcollo perchè ho sonno. Bye gli dico. Bye risponde.

Becco Dado che si era infrattato anche lui in un’altra cabina. Magari una vicina alla mia. Torno a casa. Però i cazzi miei in famiglia ci sono ancora.

Bye.

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