E TU cosa ci fai qui???

Sabato sera sono uscito con Lorenzo-Parigi-anima-latina. Il punto è che:

gli ho detto scegli tu il posto stavolta, e mi sono ritrovato in un pub eterissimo con dei ragazzi orrendi che sputavano per terra sui marciapiedi all’uscita, Juventus-Catania proiettata sul maxi-schermo a volume altissimo, birra a fiumi (e io non bevo birra). Adesso, passi anche il posto, chiudiamo un occhio, ognuno ha i suoi gusti, magari sono io che mi ghettizzo solo nei locali gay. Però proseguiamo: ci siamo trovati alle 22 e alle 23.30 eravamo già fuori, in questa ora e mezza mi ha parlato (anche) del libro che sta leggendo: la biografia di Giovanna II, una delle ultime regine del Regno di Napoli. Qui si passa da Simone a lui, una via di mezzo proprio no?

Passeggiamo 20 minuti e mi ritrovo alla mia macchina. Il (suo) linguaggio non verbale mi fa capire che la serata è finita. Mi dà 2 baci sulle guance come quando si salutano i parenti durante le feste natalizie. Non è andata bene, ho pensato. La prossima volta ti va di andare a mangiare fuori insieme? Una pizza, o al ristorante. Scelgo io il posto. Conclude lui. Io annuisco scioccato, ero fin troppo sconvolto per l’orario con cui stavo tornando a casa (i miei erano ancora svegli alle 00.10 quando ho aperto la porta di ingresso che mi hanno chiesto Tutto bene?) e anche per i due bacini sulle guance. Ma poi dico, siamo alla terza uscita, abiti da solo: invitarmi a casa ti fa schifo?

Guido per tornare a casa, mi scrive un SMS. Mi ringrazia per la serata. E va beh.

Ieri sono stato al Bo##o, era la serata di Pasqua, oggi essendo pasquetta era P-I-E-N-O di gente. Anche troppa. Sono andato con Dado e una coppia di amici etero. E poi. Passeggio, mi volto e vedo Davide. Davide è un torello che si allena nella mia stessa palestra, con cui di solito ci salutiamo, con cui scherzando ci insultiamo, con cui è capitato di alternarmi per usare la stessa macchina-pesi (con carichi diversi ovviamente). A me piace, ma non mi ero fatto nessun film in testa (oddio, qualcuno in doccia sì) perchè ero convinto fosse etero. Lo vedo in pista, mi vede. Quasi cado per terra. Ridiamo, mi avvicino, ci salutiamo con stretta di mano e due bacini sulla guancia.

Che ci fai TU qui? esordisco ridendo

Mah, nulla, un giro

Sì certo, sei qui per la musica.

Esatto. E ride.

Chiacchieriamo del più e del meno.

Non l’avrei mai detto di te! concludo io

Neanche io, dice lui. (e silenziosamente ringrazio per la bugia)

Con chi sei qui? dice lui

Coi miei amici. Tu?

Col mio ragazzo. C-O-L-M-I-O-R-A-G-A-Z-Z-O. Mi giro, un tizio bellissimo. A me partono due fontane agli occhi tipo irrigazione automatica dei giardini e pesto i piedi come un bambino urlando NO CAZZOOOOOOO.

Ci salutiamo con un Buona serata, ci vediamo in palestra.

Che sfiga. Se prima andavo volentieri in palestra, da oggi ci andrò col sorriso da ragazzina che segue le lezioni innamorata in modo platonico del suo professore.

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