Leccami Le P###e

Sono arrivato a casa di Pasquale-ti-guarderei-tuttala-notte verso le 20.21. Apre la porta di casa, un monolocale piccolo. Carino. Sta finendo di cucinare e non vuole mostrarmi cosa mi ha preparato, sorpresa. La complicità è tanta, mi fa ridere, lo prendo in giro. Perchè è un ragazzino che gioca a fare l’uomo. Però un pochino ci riesce. Ci baciamo. Siediti e chiudi gli occhi. Dice. Sembriamo due cretini. Posso aprirli? Apri. Pasta al forno fatta da lui, la assaggio, incredibilmente buona. Mi guarda con la faccia da schiaffi di chi si aspetta i complimenti. Dai, sei bravino. Dico. Forse volevi dire Bravissimo. Scherziamo. Ridiamo. Mi piace. Sì, mi trovo bene. Poi ha preparato anche un’altra portata, ma prima ci baciamo mezzi avvinghiati sul divano. Una cosa che non so descrivere, ottima anche quella.

Però. Vuoi anche il gelato? mi chiede. Magari dopo. Perchè intanto torniamo sul divano. Voglio far l’amore con te, mi dice. Io anche, ma non stasera. Rispondo. Ci rimane male, siamo due adulti che si piacciono, consenzienti, perchè no? Perchè alcune cose non meritano risposta, perchè non voglio bruciare le tappe, perchè completo non mi va. A costo di passare per verginello. Ci spogliamo, guida lui con troppa sicurezza, non mi piace. Se fa troppo l’uomo. Quasi nudi, glielo bacio. Dai, leccami le p###e. E non si ferma solo a questa frase.

Non ci siamo proprio, rovina quasi tutto, perchè manca quel pudore imprescindibile quando ci si spoglia con qualcuno per la prima volta.

Lo vuole fare un po’ porco. A me piace anche farlo così ogni tanto, ma con la persona amata e dopo essere cresciuti un po’ insieme, non la prima volta, non dopo aver inscenato una cenetta fantastica per me. La prima volta così mi fa schifo, perde tanti punti. Leccami le p###e non me l’ha mai detto nessuno neanche in una dark, in quel contesto magari ci stava anche una frase così.

Facciamo la doccia insieme, è tornato dolcissimo. Io sono un po’ scocciato ma non lo do a vedere. Mi prepara una coppetta di gelato, mezzi accoccolati sul letto. Mi chiede quando ci rivediamo.

Da giovedì sera ho meditato un po’, stasera torno a casa sua per vedere un film, stavolta le mutande non me le faccio sfilare neanche con la forza. Devo e voglio parlargli, chiarire un po’ la situazione.

Perchè forse è recuperabile. Forse. Anche se credo di no.

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