In Camera da Letto

Martedì scorso sono stato a casa di Andrea-l’ingegnere-edile. Quello Toro che ora è diventato SuperToro a furia di proteine in pastiglie e personal trainer. Che dire. Abbiamo scopato. Forse la mia prima scopata-scopata. Ma sono stato bene, merito suo. Merito del suo atteggiamento del ti-scopo-ma-non-ti-affezionare. Duro come colpo detto così. Lui l’ha detto meglio. Ma adesso a distanza di una settimana è tutto ok.

Arrivo a casa sua, 2 chiacchiere. Lavoro. Palestra. Politica. Il tutto in 4 minuti. Poi siamo finiti in camera. Pieni di voglia, guidava lui, con la sua esperienza incontrastata, coi suoi pettorali immensi, avvolto da lui. Via la maglietta, i pantaloni. Lui a pancia in su, io mi muovo su di lui. Poi arrivo con la faccia sulle mutande, ci gioco dalle mutande. Lo prendo in bocca da fuori. E’ già duro e ansima, si vede che è bagnato. Slip.

Inizio a baciarlo, lo spoglio del tutto, lui le mutande me le tira solo un po’ giù. Mi lecca. Io succhio. 69. In tante posizioni strane. Poi dice Ora mettiti  a succhiarlo in ginocchio. Io eseguo, siamo a momenti di sottomissione soft, di quelli col sorriso. Adoro. Perchè è un bel gioco. Un gioco. E basta. Poi ancora 69. Lui sopra. Io sotto. Aspetta che così mi soffochi. Si sposta un attimo: ma tu devi soffocare di C##zo. Risposta giusta anche questa, nel contesto ci stava. Perchè poi si è messo il cappuccio, mi ha lubrificato, io in balia di quelle mani che mi scavano dentro. Ma lo fa in modo splendido. Mi bacia in modo dolce.

La camera è piena di specchi.

Fai piano. Dico. Ovvio risponde, deve essere solo un piacere. Se senti male dimmelo subito che faccio ancora più piano. Mi bacia ancora. Avevo bisogno di questo. Lui entra e esce. Piano. Poi più forte, sempre dopo il mio consenso, mi guardo negli specchi. Mi vedo a 4 zampe. Mi sento puttana.

Come ho scritto nel mio primo racconto. Mi viene sul petto perchè me l’aveva chiesto Cristina, ha fatto un colloquio e una leggenda dice che se mi faccio venire sul petto da un toro porta bene. Come il brindisi di Capodanno. Glielo sussurro esplicitamente. Vienimi sul petto. Lui esegue. Cristina ha superato il primo colloquio e sabato ha il secondo. Per me non è un caso.

Restiamo a farci due coccole davanti Ballarò.

Poi sono stato a Londra da Dado. Sono stato bene. Mi mancava la complicità che abbiamo io e lui. Programmavamo le giornate e mi sembrava incredibile come ci trovassimo d’accordo su tutto. Ti va se andiamo qui…poi là…poi di nuovo lì..poi doccia…poi…cena..poi usciamo? Era leggerci nel pensiero.

Ho baciato 3 ragazzi in discoteca a Londra. La stessa sera. Però va bene così per ora. Simone almeno si allontana. Anche se ha provato a chiamarmi quando ero in aereo all’andata. Io sono riuscito a non richiamarlo. Fatica. Tanta.

Il primo si chiama Simon e fa il parrucchiere a Bristol. Ecco, Simone non si allontana così. Baciava bene. Le mie mani sono anche finite nelle sue mutande mentre ballavamo. Poi Philipe. Non ricordo altro. Baciava bene anche lui. E poi Mattew. Aspirante attore. Carino. Molto. Nel senso di apparente bravo ragazzo. Baciava bene anche lui. Incredibile. Tutti e 3 capaci. Mattew mi ha anche detto

You are a very good Kisser.

Però forse è il caso di darsi una calmata. Sarà che ci avviciniamo a Natale. E i ricordi viaggiano a quello di 2 anni fa. 2008. Mi piaceva di più. Mi piacevo di più.

Senza alcun dubbio.

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Una risposta a “In Camera da Letto

  1. Ti capisco Anthony. Come ti capisco……….

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