Ma quando la smetteremo io e te? Spero mai.

Sono stato a ballare per Halloween. Tanto me lo aveva detto pure lui che ci sarebbe andato in quel posto, è solo che tra 3000 persone truccate-vestite-e-deliranti pensavo di non beccarlo. Comunque.

Sono andato a ballare con Luca e altri 2, arrivato in discoteca mi sono trovato con Daniele-26-enne-genovese più qualcun altro del gruppo che sto frequentando. Comunque. Daniele mi bacia. Rispondo. E siamo a 1. Daniele è sempre più preso e a me tocca fare la cosa che so fare peggio: essere chiaro e dirgli in modo carino “frena”. Lui capisce e ci resta di merda, io capisco che devo ancora lavorare sull’essere più chiaro con la gente. Me lo dice sempre anche la mia collega. Indosso camicia bianca, jeans stretti, bretelle nere.

Comunque. Accompagno Luca a prendere da bere, mi volto e vedo uno che mi sorride. Lingua in bocca. E siamo a 2. Luca mi guarda e mi dice Come fai a conoscere Loris?

Luca non lo conosco. Ah ok.

Poi ballo e vedo un gruppo di ragazzi. Uno è molto carino, faccia da bravo ragazzo, ma l’ultima volta il bravo-ragazzo alla fine era più troia di me, era stanco delle orge a 21 anni. Comunque. Conosco il ragazzino carino. Riccardo. 18 anni. Studente. Liceo scientifico. Di Torino. Lingua in bocca, e siamo a 3.

Però poi a settembre vengo a studiare Psicologia a Milano. Lo dice sorridendo come una specie di messaggio subliminale. ‘Sti cazzi. Poi dice vado a fumare e torno. Certo, lui pensa di prendere per il culo me. Ok, ciao. Poi non lo aspetto.

Poi si fa tardi, poi Luca dice Mi chiedono se andiamo. Va bene, è pure tardi. Attraverso la pista e vedo Simone che balla e bacia uno. Tremo. Gli passo vicino, mi vede, ci salutiamo con un cenno. Sorride. Poi non sorride più. Ha l’espressione triste e fragile come il cristallo, che conosco a memoria, che potrei disegnare su tela a occhi chiusi.

Poi arrivo alla coda del guardaroba per prendere la giacca, una mano violenta mi prende da dietro per una bretella, me la stacca. Mi fa girare di forza, mi prende tra le sue braccia. Ci baciamo con una foga e un desiderio che mi fa perdere i sensi. La ragione. Finiamo contro il muro a baciarci e abbracciarci. Piange. Gli asciugo le lacrime, ancora. Piango anche io, perchè è la prima volta che dimostra di volermi. Che dimostra di tenerci.

Ma quando la smetteremo io e te? dice in un misto tra riso e pianto.

Spero mai. Rispondo. Ancora baci e ancora abbracci. E siamo a 4. Ti voglio davvero bene Anthony. Io ci credo, io per lui farei ogni cosa. Ho voglia di far l’amore con te. Mi dice. Anche io. Rispondo. Poi mi dice vieni a dormire da me stasera, torna via con me. Simone alle 4 di notte non posso chiamare a casa e dire dormo fuori. Se vuoi ci vediamo domani. No, ti prego, ho bisogno di te adesso. Ma io non posso.

E non lo so ancora se lo rivedrò stasera.

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