L’Abbraccio del Diavolo

Giovedì sera sono stato da lui. Mi ha invitato nel suo rifugio e non ho pensato nemmeno per un nanosecondo di dire NO. Ho detto subito.

Il suo rifugio. Ha aperto da poco un negozio per parrucchiere. Ci siamo trovati alle 21.30 circa lì fuori. Perchè Simone-il-Bello-e-Dannato si è fatto attendere 10 minuti. Arriva. Salgo sulla sua macchina. Prendiamo 2 pizze da asporto, una coca e una birra. Entriamo nel negozio, che di sera è ancora più bello, scendiamo una rampa di scale ed ecco il rifugio. Una specie di mini-appartamento-locale-taverna. Un tavolo. Un divano. Un Pc con la musica da atmosfera. Di quella che mettono nei film poco prima che gli attori fanno l’amore la prima volta.

Ci sediamo al tavolo e mangiamo direttamente nel cartone. Prende i bicchieri, i tovaglioli di carta. Pizza e chiacchiere. E mentre parla mi piace sempre di più, mi piace come l’estate scorsa poco prima che sparisse nel nulla.

Poi finiamo la pizza. Poi si alza per cambiare musica, poi vado in bagno a fare pipì e un bel respiro. Poi si siede sul tavolo e io mi rimetto sulla sedia a sorseggiare la poca coca cola che resta. Mi sento in imbarazzo. Cosa aspetti a baciarmi? penso. Io non ci riesco, non riesco a prenderlo e a sbattergli la lingua in bocca.

Allora mi alzo, cambio musica e lui non vuole, tenta di bloccarmi, ci abbracciamo e scatta il bacio. A me la musica andava bene anche prima. Ritrovo il bacio perfetto di domenica. Ritrovo anche la dolcezza che non mi era mai parso di sentire dalle sue labbra.

Io mi metto comodo. Dice. Si mette sul divano che si trasforma in un divano-letto-a-2-piazze con un colpo solo del suo bicipite. Io mi limito a spostare i cuscini. Le lenzuola sono nere. Completamente nere. Sembra di cadere nelle tenebre. Spegne la luce grande per accendere un lumino che insieme alla musica rendono l’ambiente perfetto.

Poi. Inizio. Ore 23.02.

Tanti baci, mi stringe tra le sue braccia e chiudo gli occhi, e respiro sulla sua pelle per focalizzare il momento e conservarlo, per farlo mio.

Mi sbottona la camicetta, gli sfilo la maglietta, a torso nudo tra me e lui vince sempre lui. Pelle contro pelle. Rivedo tutti i tatuaggi e i piercing che inizio a conoscere a memoria. Come una poesia delle scuole elementari.

Via anche i pantaloni. Mi mette una mano nelle mutande, gli bacio il ca##o dalle mutande. Me le sfila. E tu no? Gli dico. Via anche le sue. Eccolo. Bello. Baci, seghe e pom###i. Succhio lui. Succhia me. 69. Rimming. Ancora baci. Baci e baci.

Poi io sdraiato sotto. A pancia in su. Lui sopra. Mi abbraccia e mi stringe fortissimo. Quelle braccia sono l’estasi divina, l’estasi del peccato. Me lo appoggia e giochiamo.

Guarda che a “viso scoperto” non si entra lì. Dico. Sorride.

Ok, lasciami solo un po’ giocare così. Dice. Sorrido. Lo lascio fare. Ci alziamo raramente, per bere un sorso d’acqua, per riprendere fiato. Poi una volta mi alzo solo io.

Di fisico mi sembri il bradipo dell’era glaciale. Torno sul letto per picchiarlo. Simuliamo una lotta. Ridiamo come due cretini. Torniamo nella posizione di prima. Ma stavolta col profilattico e il lubrificante.

Però fai piano, è un po’ che non lo faccio così, ti sto dando un usato garantito, a chilometri zero. Sorride.

Stai tranquillo. Rilassati. Faccio molto piano.

Mi entra dentro piano, continua a coccolarmi e a baciarmi, l’ho già detto: tanti baci. Tantissimi. Anche durante la scopata. Mentre si muove dentro sono felice. Appagato da sesso e dolcezza. E lui è tenero come non l’ho mai visto. E’ capace e tenero. Di solito una cosa preclude l’altra. Esce e rientra. Gioco coi grattini sulla sua schiena. Poi veniamo quasi insieme. E strano ma vero: non ho la mia crisi post-orgasmo. Non ricordo di non averne avute altre prima.

Restiamo accoccolati nel letto. Avvinghiato sul suo petto. Mi accarezza. Mi bacia ancora. E i baci dopo la scopata valgono sempre di più.

Devo andare. E’ tardi. E faccio per alzarmi dal letto. Mi blocca. Sì ok, 5 minuti. Mi riporta dov’ero. Sul suo corpo. E dove resterei tutta la notte. Si addormenta abbracciandomi da dietro. Mi respira forte sul collo. E Diavolo o non Diavolo ringrazio Dio per la serata. Erano mesi che non stavo così bene con qualcuno. Simone-il-Bello-e-Dannato era qualcosa di incompiuto che volevo riprendere. Per chiudere il cerchio. Si fa sempre più tardi.

Mi alzo. Si alza. Raccogliamo tutti i fazzoletti sporchi, i profilattici, il lubrificante. Saliamo. Passiamo dal negozio. Aspetta fermo qui un attimo. Mi fermo. Penso che sia per sbloccare l’allarme. Mi si avvicina da dietro e mi bacia ancora.

Se fai così però non aiuti. Fine. Ore 03.43.

Ora? ora ci stiamo sentendo per messaggi tutti i giorni. Ora non mi devo fare film in testa perchè è sparito l’anno scorso e lo farà di nuovo adesso. Ora sono contento perchè di quelli passati era l’unico che volevo andarmi a riprendere. Ora è ovvio che spero ricapiti una serata del genere. Ma è anche ovvio che non capiterà più.

La mia dose di sesso e coccole c’è stata. Per questa settimana di sicuro sono a posto così.

Troppi baci. Troppi.

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Una risposta a “L’Abbraccio del Diavolo

  1. che romantico!!!!e che carino lui ^^

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