Il Cielo è Stellato

Inquieto. Inspiegabile senso di vuoto e di colpa. La fottuta paura di dovermi districare nello schifo che nascondo e che reprimo. Ieri sera. Esco con Dado nel nostro pub che è ormai il nostro venerdì sera. Balliamo e ridiamo come due cretini. Mi diverto e tanto. Michael è partito in ferie con una sua amica, resta via fino a martedì. Il problema è che la sua assenza non si fa sentire. Non so se è normale. Ma non mi manca.

Dopo un mojito e due vodka paghiamo e usciamo. Destinazione casa. O forse no.

Cazzo però non mi hai mai portato a vedere un battuage dico a Dado. Un parcheggio notturno per gay. Che si trovano di certo non per parlare delle mezze stagioni che non esistono più.

Luogo pericoloso, immerso nel buio, nella clandestinità.

Ancora peggio dei labirinti dark perchè quelli almeno sono protetti da una struttura chiamata locale. Qui no, qui ci sono soltanto l’asfalto e la carreggiata apparentemente dimenticata. Target diverso di persone. Oltre al classico gay ci vanno soprattutto uomini sposati, bisessuali, fidanzati apparentemente eterosessuali, tutti quelli che amano cazzo e culo maschile ma che non vogliono una vita gay oltre 10 secondi di orgasmo.

Arriviamo che sono le 02.41. Zona industriale di un paesino piccolo. Mi eccita il pericolo di quello che assomiglia più a un safari che a un approccio sociale. Fabbriche. Strade buie. Il rischio dell’ignoto. Non c’è un classico parcheggio rettangolare, sono proprio diverse strade e parcheggi di industrie ad essere tutto il battuage. E poche macchine che vanno e vengono. Si fermano. Accostano. Noi pure. Andiamo, veniamo, accostiamo. Fa strano essere in due, pensano di sicuro che siamo una coppia in cerca di un terzo. Io sono contento di essere con Dado, mi sento sicuro.

Dai fermiamoci, scendiamo e fumi una sigaretta propongo a Dado. E mi sento anche puttana a scendere e restare fuori appoggiato alla portiera, perchè le poche macchine che passano, rallentano, e ti spogliano coi fari. Non li vedo ma loro ti vedono e decidono se fermarsi o meno. Mi eccita ancora di più se a farlo è un AudiTT o una Bmw.

Arriva una macchina rossa, si ferma qualche metro dopo di noi, scende un ragazzo, sta sulle sue, sparisce dietro un muro. Lentamente. Che poi scopro vuol dire Io sono qui se vuoi raggiungimi.

Io e Dado lo raggiungiamo.

Attimi di silenzio.

Ci presentiamo. Si presenta. Restiamo a parlare un po’. Non combiniamo nulla. Poi cammino da solo verso la macchina, mi trascino alla Matiz grigia di Dado e guardo su. Il cielo è stellato. Gleilo dico anche a Dado che mi raggiunge.

E anche se non ho fatto nulla di sessuale non mi sento in equilibrio, credo si stia scatendando una guerra interna.

E farò fatica a controllarla.

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6 risposte a “Il Cielo è Stellato

  1. Hey dai, tranquillo… e che sarà mai?

    Appena ho iniziato a leggere quando ho visto che parlavi prima di sensi di colpa e schifo e poi di battuage ho pensato: “aiuto… che avrà mai fatto nel battuage?”.

    Non capisco cosa intendi quando parli di guerra interna e di mancanza dell’equilibrio: è tutto legato al fatto che Michael non ti manca e questo non te l’aspettavi?
    A me non sembra così preoccupante nè strano: sarò diventato un senza-cuore pure io? :-O

  2. Sì che Michael non mi mancasse non l’avrei mai detto..però amen..vediamo quando torna che effetto mi fa rivderlo..

    la mia “guerra interna” è legata al fatto che ho paura che esca fuori la mia “parte troia” e non so cosa possa combinare..non ho mezze misure..finora a parte tirare fuori la lingua ogni fine settimana non ho mai fatto tanto altro..mah…staremo a vedere..e speriamo bene..

  3. Anche se sono una donna io capisco bene cosa temi e fai bene a temerlo. Stai attento a giocare col fuoco ragazzo dal viso d’angelo, sei bello ed intelligente, non hai bisogno di esporti a pericoli per sentirti onnipotentee. Ognuno di noi ha delle zone d’ombra, tu le chiami zone Troia….io le chiamo zone di erotismo avanzato. Imparare a dosare significa avere rispetto del tuo essere UOMO. . Abbi cura di te, ti seguo da lontano, ma non ti perdo mai di vista…anima fragile.

  4. Grazie SSN,
    il tuo commento è una carezza al cuore, devo e voglio fare un po’ di luce sulle mie zone d’ombra, anche solo un pochino, ma devo e voglio mantenere rispetto per il mio essere UOMO.
    Di nuovo grazie, anch’io continuo a seguirti da lontano senza perderti di vista.
    La tua opera la custodisco geloso nella mia libreria.

  5. Vai trà, che alle tue zone d’ombra ci penso io lunedì mattina: ti faccio lavare i pavimenti… A domani 🙂

  6. Nio sai bene che mi eccito se mi obblighi a lavare i pavimenti 🙂
    a domani “Tenente AGI”

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