Ti scriverò una mail

Ieri sono andato a ballare. Come ormai faccio tutte le domeniche. E’ incredibile la mia affluenza in discoteca da single rispetto a quando frequento qualcuno. Non che se trovo marito non vado più a ballare, però ci vado molto meno. Questo è poco ma sicuro. E poi diciamolo chiaro: A me piace ballare, ma se volessi solo ballare metterei musica alta in cameretta, improvviserei una coreografia alla De Filippi e poi via a nanna alle 22.00. In discoteca ci si va per “zoccoleggiare”.

Comunque. La serata inzia male. Becco Stefano. Sì S-T-E-F-A-N-O. Col fidanzato bello come Il Gobbo di Notre Dame con la congiuntivite. Solite frasi di circostanza, io tremavo come un candidato ai Golden Globe quando il tizio che premia apre la busta per dire il nome del vincitore.

Comunque. Ci salutiamo. Ma prima mi dice: E tu sei sempre single?

Ma io mi dico:

1- E tu sei sempre single è una domanda da NON fare quando vedi uno che effettivamente balla da solo in pista, è una domanda da NON fare che si raggruppa insieme a quelle “E tu quando ti laurei?” (fatta ad un 27enne), “E tu quando fai un figlio?” (ad una donna che si aggira sui 40anni). Ecco, ci sono domande che NON si possono fare. E per di più chi me la fa questa domanda? LUI. Io nel frattempo mentre cercavo di estrarre la lancia che mi aveva appena conficcato in quel muscolo involontario denominato Cuore Gli rispondo:

Eh no..a me le storie importanti segnano, è ormai un annetto che sono S-I-N-G-L-E. Tradotto: TU-per-ME-sei-stato-molto-importante-quindi-non-mi-metto-col-primo-che-passa-come-andrea-che-si-chiama-come-il-tuo-cazzo-di-cane-della-prateria-e-che-ha-un-culo-che-se-lo-agita-ora-in-pista-scatena-una-fuga-di-massa-tra-i-presenti.

Comunque. Saluto Stefano e me ne vado. Dopo averlo visto mi sarei fatto veramente chiunque. La crisi del farmi-il-primo-che-passa termina e punto uno. Lo guardo. Carino. Sorride. Sorrido. Rasato. Sulla trentina. Camicia bianca. Praticamente la fotocopia di Stefano. Poi spunta Giuseppe-il-ragazzetto21enne. Mi saluta. Mi abbraccia. Mi stringe. Mi mette la lingua in bocca. E che faccio: rifiuto? Sembrava un gesto maleducato. Però vedo che rasato-che-somiglia-a-stefano mi guarda e scuote la testa. Ok, me lo sono giocato. Ci sentiamo. Ho voglia di uscire con te. Ma non so se io e Giuseppe-il-ragazzetto-21enne usciremo. Forse erano frasi buttate lì.

Ballo e mi guardo in giro.

Ballo e vedo uno. Ci guardiamo ma non mi convince. Non lo so, è carino, mi attira per la sua aria tranquilla. Mi manca la tranquillità ogni tanto. Mi manca parecchio. Lo vedo e mi viene in mente un film romantico e un divano. Mi passa vicino ragazzo-faccia-da-cattivo-ragazzo. Quello di domenica scorsa. Bello da far paura. Bello non bello. Ma figo. Che è diverso. Ha Quel fare che mi sarei inginocchiato a succhiarglielo davanti a tutta la pista. Ma tengo a bada gli spermatozoi che pulsavano al grido di “All’attaccooooo” e non me lo faccio. Anche se viene lì e prova a baciarmi dicendo “Sei sempre più carino”. Io reagisco come un vampiro sotto il sole di Ferragosto. Vai via che devo conoscere ragazzo-divano-più-film.

Ballo e non so come mi trovo a strusciarmi con un transessuale brasiliano. Sì la classica trans brasiliana presente nell’immaginario comune, con due tette di silicone puro e una minigonna giro-passera(?)-che-poi-non-è-tanto-passera. Alla fine trascino anche Dado in questo gioco che diventa a 3, e non so se aver paura della “fanciulla” che sembra aver sotto controllo tutti e due.

Comunque. Conosco Paolo-il-divano-più-film. Solite cose. Che fai nella vita. Quanti anni hai. Riassumo. Paolo. 33 anni. Di M####o centro. Insegnante di grafica. Ha una scuola privata (sua), (e qui i miei occhi hanno assunto la forma del dollaro, che di solito non assumono mai, a me dei soldi non me ne frega un ca##o, però che ci posso fare, stavolta è andata così). Poi mi si avvicina e dice che begli occhi che hai. E ovviamente la cosa poteva evolversi solo con la lingua. Bacia abbastanza bene. Poi mi dice.

Voglio uscire a cena con te, è un invito questo

ok si può fare (rispondo), mi lasci il tuo numero?

Ok tieni. E mi lascia un numero di casa.

Scusa ma il cellulare?

No io non ce l’ho proprio, è uno strumento che non voglio usare

Oddio uno di quelli che si vanta di NON avere il cellulare e di NON guardare la TV.

Esatto. Esatto? E io il messaggino del ben-svegliato-buongiorno-buon-pranzo-buona-digestione-buona-merenda-buon-aperivito-buon-pre-cena-buona-cena-stai-cenando-?-buona-tisana-buona-palestra-dolce-nanna…..come li ricevo??!!?!?!

Ti scrivo una mail io. E poi hai il mio numero di casa, mi puoi chiamare lì.

Non l’ho ancora chiamato. Non so se lo farò.

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2 risposte a “Ti scriverò una mail

  1. Scusa ma devo proprio dirtelo: Stefano che ti chiede “sei ancora single?” si prende come voto un bel ZERO SPACCATO!!!

    Già non sono domande da fare in generale, ma poi se a fartela è proprio il tuo ex… NO NO E POI NO!!! 😉

  2. esatto Francesco…ci sono rimasto
    M-A-L-I-S-S-I-M-O
    😦

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