Inizio a Essere Cattivo

Sono una personcina cattiva. E la cosa non mi piace molto.

Ieri sono stato a ballare. Serata gay. Se ci fossero ancora dei dubbi.

Ballo e mi guardo intorno. Iniziano a stancarmi  le discoteche come ritrovo-gay, ma per ora gli impegni extra-gay mi consentono (quasi) solo la domenica sera libera. E a M####o la domenica sera gay è (quasi) una parola sola. B###o.

Comunque.

Ballo. Rivedo Andrea-l’ingegnere-edile. Quello 33enne bello e rasato che voleva solo mettermelo nel culo. Proprio in senso fisico. Balliamo insieme, uno di fronte all’altro, mi prende tra le sue braccia e non è facile resistere a due braccia così. Da uomo. Forti. Ci baciamo. Mi dice quando ti decidi ci vediamo per scopare. Io però ancora non mi decido, anche se la voglia di lasciare il freno a mano è tanta.

Me ne vado. Vedo Valerio-l’amico-di-Giuseppe-il-ragazzetto. A me Valerio piace molto, esteticamente è tanto bello. Anche se ha solo 21 anni, anche se è amico di Giuseppe, anche se è un ragazzino che si allontana molto dallo stereotipo dell’Uomo che vorrei. Uomo di mente e corpo. Lui non è nessuna delle due cose. E’ bello. Gli faccio cenno con la mano di avvicinarsi. Dai balliamo un po’ insieme gli dico mentre porto il mio corpo a strusciarsi con il suo. Lui frena. Vorrebbe ma frena. Non possiamo, sei l’ex di Giuseppe. Il mio migliore amico. Devo andare in bagno. Mi dice. Ti accompagno. Rispondo.

Lo accompagno anche a fumare, butta via la sigaretta, la mia lingua scivola nella sua bocca. Avvinghiati. Nascosti fuori dal locale, al freddo. Dietro una colonna. Continuiamo a baciarci e la mia mano scivola nelle sue mutade. Dietro. Gioco col suo c##o. Lui infila la sua mano nei miei pantaloni e mi prende in mano il c###o.

Rientriamo. Dopo esserci scambiati i numeri. Dopo qualche altro bacio. Riprendiamo a ballare, io coi miei amici, lui coi suoi. Va a fumare un’altra sigaretta. Mi aspetti qui? Sì, ti aspetto qui. Sì. Io ti aspetto. Ma non da solo.

Vedo uno. Grande. 30 anni. Barbetta incolta, mezzo Beer. Ma solo mezzo. A me gli orsi non piacciono. Ci sorridiamo. Quanto basta per capire che se mi avvicinassi a fare lo scemo non gli dispiacerebbe. Mi guarda ancora, sorride e se ne va. Io non me lo lascio scappare, lo raggiungo all’uscita mentra si infila la giacca. Gli busso sulla spalla. Tiro fuori lo sguardo più ingenuo-buono-spaesato-incantatore-che-mi-riesce-anche-bene. Mi sento come una di quelle piante velenosissime che hanno dei colori fantastici per attirare gli insetti. Sì mi sento così, fantasticamente velenoso.

Non potevo lasciarti andare senza sapere il tuo nome. Gli dico.

Mi sorride, si presenta. Mi presento. Sgrano gli occhi.

Avrai al massimo 20anni mi dice.

Un paio in più. Rispondo sorridente. Sorrido perchè Aldo-nome-orrendo-mezzo-orso c’è cascato in pieno nella mia recita. Mi lascia il numero. Scivolo con la lingua nella sua bocca.

Domani sera forse ci esco.

Con Valerio-l’amico-di-Giuseppe-il-ragazzetto.

Non si fa, non ci si comporta così. Ripenso a quando avevo 21 anni e mi dicevo Che gente di merda che c’è in ‘sto posto, non sanno cosa sia la correttezza. Io sono diventato peggio.

E un disperato grido di aiuto echeggia tra le mura del mio corpo.

E ho solo un po’ di paura.

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Una risposta a “Inizio a Essere Cattivo

  1. Fatti una domanda e datti una risposta, Gaio!
    Non strapazzarti troppo domenica, se no lunedì ti faccio pulire anche i pavimenti del Lab… 🙂

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