Non posso NON conoscerlo

2572570179_73e741c668Ieri sono stato a ballare con Dado in una discoteca gay. La location è (ancora) cambiata e fa schifo. C’è una sala sola per ballare. Ma potrebbero organizzare anche tutto in uno sgabuzzino che noi saremmo sempre lì.

Comunque.

Ballo. Ballo. Butto l’occhio un po’ qui e un po’ là. Vedo uno che avevo rimbalzato in un’altra discoteca. Si avvicinano le 02.00 e gli ballo dietro. Non si sa mai.

Ma improvvisamente vedo lui. Uno che lavora nella ditta di fianco alla mia e che avevo adocchiato col vassoio in mensa (mensa comune alle due ditte). Quasi Carino. Insomma. Passabile. Non un cesso ma neanche bello. Ma non posso non farmelo un mio quasi collega. E poi pensa a quando lo racconterò ai miei di colleghi.

Gli sorrido. Ricambia. Mi avvicino. E gli dico

Ciao tu lavori in ###?

Sì! Come fai a saperlooo???

Io lavoro in F####

Ma dàì! Non ti ho mai visto!

Io un paio di volte in mensa!

Lingua in bocca. Mah, forse è stata la parola “mensa” ma si è abbastanza fiondato. Oscar. 28 anni. Gliene avrei dati tra i 35 e i 40. Paese vicino al mio. Originario di Brescia. Chiacchieriamo del più e del meno. Torniamo a ballare anche con Dado. Mi avvicino a Dado

Come faccio ora per smollarmelo? Mi ha già asciugato.

Ridiamo. Oscar ovviamente non capisce.

Poi vedo LUI. Vedo uno. Ci guardiamo un attimo. E mi stende per terra. Non in senso fisico. Ma appena lo vedo dico Non posso non conoscerlo, io con uno così ci voglio uscire.

La situazione era fin troppo chiara: non fargli capire che due minuti prima ravanavo con la lingua nell’esofago del quasi collega, e conoscerlo senza farmi troppo vedere dal quasi collega (in un locale con una sala sola). Semplice, no?

Ciao Oscar noi andiamo a casa

Ti lascio il mio numero così ci sentiamo e magari beviamo un caffè in pausa al lavoro.

E lasciami sto numero basta che ti muovi.

Ok ciao.

Vado per uscire. Non vedo più occhi-di-fuoco. Lo ribecco da lontano. No Dado aspetta voglio conoscerlo. Rivedo occhi-di-fuoco che balla. A 5 metri c’è il quasi collega. Uff che palle. Abbandonando l’idea di gattonare fino all’obiettivo senza farmi beccare, opto per aspettare che il destino mi dia una mano. Me la dà.

Occhi-di-fuoco si dirige verso il bagno. Dado torno subito. Lo seguo. Lo aspetto fuori dal bagno. Esce.

Ciao sto per andare a casa ma non posso andarmene senza sapere il tuo nome (lo ammetto: non bevo quasi mai, la vodka-lemon mi ha aiutato)

Sorride.E’ già qualcosa, almeno non mi scoppia a ridere in faccia.

Piacere, Alessandro. Tu sei?

A#####o. Quanti anni hai?

36. Tu?

24.

Usciamo dal bagno. Mentre scambiamo due parole mi rendo conto che è veramente figo. Solite cose. Che fai nella vita, che locali frequenti.

Ma se ti chiedessi il numero? chiedo io. Mi si avvicina all’orecchio

Molto molto volentieri. Sappi che esco da una storia di 5 anni. Finita ad agosto.

Me lo lascia. Ci salutiamo. Un bacio in bocca a stampo. Sto per uscire, Alessandro-occhi-di-fuoco si volta a salutarmi con la mano. Gli ho scritto un SMS.

Risponderà?

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2 risposte a “Non posso NON conoscerlo

  1. Sììììììììììììììììììììììì 🙂

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