Dark Room

2555332_09a19de233Ieri sono stato a Milano in un locale gay. Non il solito pub tranquillo, la discoteca etero che fa la serata gay una volta alla settimana. Questo è tra quei locali che sulla mia lista ha un bel tratto di penna con una nota a fianco con scritto “posto pericoloso”. Ma io, Dado e Luca erano mesi che cercavamo un giorno libero per tutti e 3 per farci un salto.

Poi devo ancora capire se pericoloso per me o pericoloso per i ragazzi carini che mi capitano a tiro.

Comunque.

All’ingresso paghi e invece della classica tesserina per le consumazioni ti danno un profilattico. Io (ingenuo) entro e Dado mi dice l’hai preso il preservativo? Ottimo. Me l’ero dimenticato. Torno indietro e tra la fila di persone paganti dico ad alta voce Scusa me lo dai che mi sono dimenticato di prenderlo? E va beh…

Il locale (ci si può entrare SOLO con tessera Arcigay e le donne non possono entrare, come in quei negozi con il cartello di divieto per i cani) ha due piani. Piano sotto: bar abbastanza grande (dove fanno dei cocktail così forti che dopo un paio rischi di farti scopare da chiunque). Divani. Sgabelli al bancone. Sedie. Riviste (gay). Poi si sale al Primo piano. E c’è il labirinto. C’è un mega labirinto (ma davvero enorme) tipo il labirinto-degli-specchi o la casa-di-Prezzemolo di Gardaland.

Comunque.

Il labirinto ha pure due zone. Parte illuminata (si fa per dire, per illuminata intendo che almeno vedevo dove mettevo i piedi), e parte buia (qui dovevo camminare con le mani appoggiate alle pareti). E tu puoi girare o aspettare appoggiato da qualche parte. E ho scoperto una cosa nuova. Il mondo gay è già particolare, se guardi uno con fare-da-troieggio bastano 3 secondi di sguardo condiviso, un sorriso, e la lingua in bocca non scappa. Nel labirinto non devi guardare in quel modo. O meglio, io non lo sapevo e al primo giro con Dado (lui mi faceva strada e lo seguivo in fila indiana) mi sono messo a guardare un po’ tutti con fare da liceale-monello-con-gli-occhioni-da-cerbiatto-Bambi-e-le-intenzioni-da-pornostar, ma giuro solo perchè mi diverte. Nel labirinto se guardi gli uomini così (e sei un minimo carino e magari hai anche poco più di 20 anni), loro si fermano e ti seguono. Iniziano a seguirti nel labirinto. Ottimo. Dopo che c’era la fila (tra cui qualche vecchio bavoso) ho capito che dovevo modificare l’approccio (e che il linguaggio non-verbale comunica più di quello verbale).

Comunque.

Uno dirà: ok c’è il labirinto ma poi? Poi tra le pareti del labirinto ci sono le cabine. Apri la porta. Entri (con qualcuno), chiudi (facoltativo, se sei esibizionista lasci pure aperto), scopi. E esci. Le cabine di questo locale hanno il materassino in simil-pelle nera, la TV (con film porno 24 ore su 24). E alcune pure uno specchio.

Nella parte buia del labirinto ci sono i buchi. A due altezze. Buco alto dove se aspetti un paio di minuti, dall’altra parte qualcuno mette il cazzo e glielo succhi, buco basso dove sei tu a mettere il pisello in attesa della succhiata. Stupendo. Sembra quei giochi delle sale-giochi dove ti armi di martello e devi colpire le cose che escono fuori e poi rientrano. Ora mi dico: va bene il locale più trasgressivo dei soliti ma c’è un limite a tutto.

Il limite non è il “gioco dei buchi” (intanto per vedere meglio avevo acceso il display del cellulare e c’era uno in piedi che si segava guardando i buchi: ora mi dico, era presto ancora, nessuno aveva messo ancora il pisello, ti seghi guardando una fessura di cartone??? Va beh..(Dado poi mi ha detto gentilmente di non puntare il display per fare luce in giro perchè qualcuno si poteva infastidire).

Comunque dicevo. Il limite non è il gioco dei buchi, il limite è il secondo piano. Vuoi vederla l’altalena? mi domanda Dado che mi ha portato in giro meglio di una guida turistica. Potevo rispondere di no? Io sono curioso. L’altalena. Saliamo al secondo piano. Un richiamo così fanciullesco e ingenuo non è altro che una stanza abbastanza grande con una mega altalena borchiata con delle catene dove ti sdrai su questo coso, ti dondoli e ti puoi far scopare da tutti. Con la porta aperta ovvio. Ora mi dico: se mi devo far scopare sull’altalena da un numero N di uomini almeno mi faccio pagare per lo spettacolo.

Comunque.

Non volendo girare da solo (a Dado dicevo ho pauretta a camminare da solo e mi perdo), ed escludendo di girare col navigatore satellitare o seminando briciole di pane come Pollicino, ho girato quasi sempre con Dado. Sì dico quasi perchè a una certa ora ho beccato un mio ex-frequentante (non eravamo insieme ma abbiamo passato un bel mesetto da coppia lo scorso luglio). Donato.

Donato-l’accompagnatore-Dark (vecchia storia il suo soprannome), l’ho incontrato fuori dal labirinto. Era un sacco che non lo vedevo. Ci abbracciamo, ridiamo, scherziamo, ci prendiamo per mano, ci baciamo. Andiamo a fare un giro? gli domando. Certo risponde quando ancora stavo pronunciando la “i” di “giro”. Entriamo nel labirinto e ci chiudiamo in una dark-room.

Ora: ritengo di avere dei principi abbastanza sani e non riesco a scopare col primo che becco, almeno un minimo di “contorno” lo voglio, e non è che mi sono messo a scopare col primo che passava. Era un mio ex! Il “contorno” l’anno scorso c’è stato eccome! Almeno un paio di anni di scadenza ce li ha!

Comunque. Entriamo, pulisco tutto il materassino col disinfettante (lo mettono apposta in ogni dark) giurando che se non mi becco le piattole ora non me le becco più. Ci baciamo, ci spogliamo. Ci scappa anche un mi sei mancato, ma non ci credo a una sola delle 3 parole e lo prendo come un delirio pre-eiaculazione. Facciamo l’amore.

Prima teneramente, poi in modo selvaggio come due ex che si rivedono dopo anni. Cambiamo posizione e le facciamo T-U-T-T-E. Ci lecchiamo ogni cm quadrato di pelle. Veniamo insieme. Ci sdraiamo esausti. Ero stanchissimo e in quel momento penso che tutte le calorie del gelato dopo cena le ho bruciate eccome. Ci teniamo per mano. Gli accarezzo la testa. Non so più da quanto sono lì dentro. Forse un’ora. Forse due. Usciamo, camminiamo per mano, lo accompagno all’uscita. Va a casa perchè oggi lavorava. Fatti sentire mi dice.

Gli ho scritto un SMS.

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Una risposta a “Dark Room

  1. Bellissima e davvero completa la tua disanima delle dark room… da curiosa ci vorrei entrare ma capisco i dubbi di come te lo fa. Io, che sono una romanticona di natura, tollero questi posti perché c’è l’altra parte di me (Alberto) che adora il sesso fine a se stesso e rimpiange che una donna non abbia qualcosa di simile. Gli uomini hanno puttane e trans, i gay tutto questo e tanto altro, e le donne sono costrette a farsi spillare 2000 euro per un’escort magari Moldavo? Questo è il maschilismo del nuovo millenio.

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