Una Scatola Chiusa

3116181335_70f1cc3a7b_mNon è che una cosa arriva, passa, e se ne va. Resta. Ancorata con una forza disumana.

Ho racchiuso tutto in uno scrigno. In una scatola. La delusione. Lo stupore. Tutto. Il male fisico. Compresi i cocci di vetro.

 Il fottuto dolore che mi ha penetrato, che mi ha lacerato veloce come la lama di un coltello. Ho rinchiuso tutto insieme, ho catturato la minaccia e l’ho compressa nella scatola. Sigillata con la colla più potente. Perchè avrebbe potuto distruggermi, l’ho fatto per autodifesa. Non verrò processato per questo.

Ma esiste ancora. C’è. E’ presente. E già sapere questo non mi fa stare bene, non risolve i problemi. Non mi fa vivere.

E allora lo devo fare per forza, almeno ogni tanto. Non c’è scelta nell’azione, è un dovere perchè abbiamo stipulato un patto. Tu non mi rompi il cazzo quotidianamente e io ti passo a salutare ogni tanto, ti faccio prendere una boccata d’aria anche se ti soffocherei con le mie stesse mani.

E mi siedo per terra nella mia cameretta. Dopo che sono usciti tutti. E’ una cosa che faccio di sera generalmente, ma se è pomeriggio ed è l’unico momento senza papà e mamma tra i piedi, lo faccio anche di giorno. Col Sole. Dopo aver abbassato tutte le tapparelle. E aver creato il buio.

A gambe incrociate. Mi circondo di candele accese. Di solito sono 7. Non ho un numero preciso. Tengono lontane gli spiriti cattivi che mi violenterebbero l’anima. Il fuoco tiene lontano tutto questo. E ti apro. Sollevo il coperchio solo un pochino. Per non farti uscire del tutto. Il tempo di farti respirare a pieni polmoni. Ma il tuo respiro, questo tuo rumore lento e costante, assordante, non fa che confermare la tua presenza. Non fa che tenerti in vita. Ogni tanto quando sono lì col coperchio mezzo aperto ho paura di non farcela ad arrivare alla fine, sono lì che mi ripeto tieni duro che tra un po’ lo richiudi dentro.

I patti erano questi.

L’importante è che non cerchi di evadere dalla scatola. O finirai per uccidermi. O finirai per farmi affogare nel mio stesso sangue.

E mi manchi ancora come mancano i genitori a un bambino orfano.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...